Ricci due anni dopo: «Andiamo oltre il programma»

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PESARO – Dichiara l’allungo: «Gran parte del programma è fatto. E spesso siamo anche andati oltre». Due anni dopo Matteo Ricci tira le somme, con narrazione a spunte whatsapp. Maggioranza di azzurro («cose fatte: dalla città nazionale a quella cantiere») e grigio («lavori in corso»: dalla sicurezza alla ristrutturazione dell’economia). Nel mezzo il neo sanità («senza il nuovo ospedale non si risolvono i problemi. Il tempo è scaduto: la nostra è una posizione di buon senso. Fiducia in Ceriscioli. Se non c’è l’accordo tra i sindaci decida la Regione: gli elementi ci sono») e lo sguardo al futuro. Con l’ansia di correre: «Sento la responsabilità del 60 per cento del 2014. Abbiamo visto che quasi tutti, oggi, vanno al secondo turno. La fiducia c’è stata, è alta, per questo voglio andare veloce».

DOPPIA SPUNTA – Parte con Pesaro nazionale: «Sembrava uno slogan, per qualcuno un’ambizione eccessiva. E’ invece elemento di competitività per la città. Dopo la crisi non siamo più quelli di una volta, c’è più povertà e meno lavoro. Per decenni abbiamo fatto per conto nostro: oggi essere di provincia è una virtù, ma essere provinciali è una palla al piede. La competitività passa attraverso la comunicazione. Il sindaco sempre in tv? E’ un pezzo di strategia: quando ci vado, infilo Pesaro spesso e volentieri. Si tratta di avere forza e relazioni nazionali, maggior potere contrattuale per portare a casa risorse». Cita «i tre milioni per modernizzare il porto nel 2016; i cinque milioni di Cassa depositi e prestiti per l’ex Bramante: serviranno alla Provincia per mettere a posto l’Alberghiero». Ma anche «gli oltre cinque milioni del bando Inail per l’ex tribunale, che serviranno, tra l’altro, per ristrutturare il San Domenico e farci un polo del food». Va avanti con lo «sblocco dei lavori della piscina Pentathlon, che inaugureremo a settembre: sette milioni di investimenti del Coni»; i cantieri di Autostrade al via dal 2017 e le case popolari-alloggi sociali: «Dall’Erap in arrivo 8 milioni e 200mila euro tra interventi in Via Mazza, Vismara e Villa Ceccolini». Il fuori programma è lo sblocco del patto di stabilità: «Dopo la visita di Renzi al teatro Rossini, le nuove regole per i Comuni virtuosi sono state scritte a Pesaro. E hanno liberato 3 miliardi di investimenti in tutto, 200 milioni nelle Marche e 35 per la città». Per il sindaco, fanno la differenza: «Fino al 2015 si parlava di 2 milioni e e mezzo all’anno di lavori. Nel 2016 sono 35; nel 2017 saranno 10-15 milioni». Lungo elenco tra asfalti («da 5 chilometri a 40: già partiti al mare, chiuderemo le buche su 130 strade intere, in tutti i quartieri. Poi le rotonde di Colombarone, via Goito e la rotatoria provvisoria di via Solferino, che elimina l’ultimo semaforo nella direttrice da Urbino»), scuole («85 interventi di straordinaria manutenzione in 58 sedi, su 66 totali: cinque milioni di lavori, in gran parte nei mesi estivi. E costruiremo una nuova scuola in legno: stiamo ragionando su via Lamarmora, qualcuno vorrebbe farla a nord della città. Io ne farei anche due»), ciclabili («altri sette chilometri e mezzo nel 2016, arriviamo a 86 chilometri: siamo già città della bici (ci mette la doppia spunta blu, ndr): lo dice Legambiente, che a settembre organizzerà un grande evento sulla mobilità urbana in città. Per portare l’esempio di Pesaro in giro per l’Italia. Dobbiamo ‘vendere’ la bicipolitana in funzione turismo. Finora l’abbiamo goduta)».

CITTA’ CANTIERE – Carrellata complessiva sui lavori al vecchio palas, stadio Benelli («dall’estate 2017 torneranno anche i concerti estivi»), ex tribunale, bonifica ex Amga («nel terreno inquinato ci faremo un parco»), piazza della Libertà («finalmente c’è e la riempiremo di eventi»), illuminazione pubblica («sette milioni tra Marche Multiservizi e Comune per 10mila impianti a led in tre anni. Cambieremo 3mila pali della luce: intervento forte anche sulla smart city, dove adesso non ci sono più alibi»). Con inciso: «Se ci mettiamo i lavori di Autostrade, il conto recita 150 milioni in tre anni. Quanto vale in termini di economia?». Indica le priorità del 2017: «Campo da rugby, piazza di Candelara, piazza di Villa San Martino, nuova scuola e Orti Giulii». Sterza sul centro storico, con doppio flag da work in progress: «Ci mettiamo un altro milione e mezzo, si partirà a settembre». Con la riqualificazione di via San Francesco, «dove toglieremo la ‘gomma’ dai portici». Operazione simile anche su parte di Corso XI Settembre. «E lavori su via Pedrotti, Piazza Olivieri, via Castelfidardo, piazza Mosca, giardino della San Giovanni. In più faremo un piazzale tra Ex Pescheria e Scuola d’Arte, anche se si transiterà a senso unico. In generale toglieremo gradualmente un po’ di macchine. E recupereremo parcheggi in altre zone. Come su parte del cortile del San Benedetto, per via Passeri». Quello che manca, dice, «sarà tra il 2017 e il 2018. In primis la riqualificazione di piazzale Primo Maggio». E sull’ex carcere minorile: «O lo si vende oppure lo buttiamo giù». Per il San Benedetto, invece, «si dovrà rivedere la stima con l’Asur, così non è un bene appetibile. In dirittura d’arrivo, invece, la trattativa tra privati per H&M all’ex Cubo». Il sindaco scioglie il nodo Questura («il 17 giugno sigliamo l’accordo con Agenzia del Demanio e ministero: sei milioni e 200mila euro per ristrutturare l’ex Intendenza di Finanza, dove andrà la sede principale. L’attuale sede diventerà, invece, quella secondaria: riuniremo così tutta la sicurezza nella stessa area. E recuperiamo un altro contenitore del centro storico») e vira sulla riqualificazione di via dell’Acquedotto: «Progetto già finanziato per l’80 per cento. Da zona degradata a area opportunità in due anni. Con bocciodromo, teatro amatoriale, parco avventura, area camper e collegamenti ciclo-pedonali. E partecipiamo al bando sulle periferie per tutte le zone intorno alla stazione». Sul Comune, scandisce, «calerà ancora il costo del personale sulla spesa corrente. Perché non taglieremo i servizi: non lo si è fatto finora e non lo faremo in futuro».

NUOVI ASSETTI – Anche per questo, in chiave gestione associata, guarda all’Unione: «Abbiamo già quella a 4 con Gabicce, Gradara e Mombaroccio. Tra un mese contiamo di chiudere per quella a otto, con i Comuni i Pian del Bruscolo». La strada, ripete, è obbligata: «O i Comuni si autoriformano o subiranno le riforme dall’alto. Il tema è nazionale e noi l’abbiamo anticipato». Sulla mancata fusione con Mombaroccio: «Ha prevalso la paura del cambiamento. Rispettiamo il loro voto, ma credo che ora i mombaroccesi siano consapevoli di avere perso una grande opportunità, in primis sugli investimenti. Con le fusioni ci riproveremo: è il futuro». Tra un mese, annuncia, «la società unica di servizi tra Aspes, Pesaro Parcheggi e Agenzia dell’Innovazione. E in parallelo la fondazione unica Pesaro Cultura, per ottimizzare la gestione e attrarre privati».

LA STRATEGIA – Per «ristrutturare l’economia», martella sugli asset: oltre alla bici, la musica («il 150esimo Rossini è progetto di sviluppo economico. I testimonial? Ci stiamo lavorando. Abbiamo incontrato Jovanotti, Mogol, Albano: il messaggio può essere veicolato anche da artisti al di fuori dell” dell’ambito operistico. Del resto Rossini è pop»), i motori («siamo già partiti, ma speriamo che prima o poi il progetto possa combaciare con la Motor Valley dell’Emilia Romagna»), lo sport (la candidatura a città europea? Un fuoriprogramma: siamo fiduciosi. Ma anche se non dovessimo vincere, ristruttureremo gli impianti da qui al 2017. Per la pratica e per intercettare manifestazioni: siamo a buon punto»). Sul turismo, nota, «la strada è giusta: la vivacità e gli eventi messi in campo aiutano, il trend è positivo. Se dalla fine di novembre a gennaio non c’era una camera libera negli alberghi, qualche risultato si comincia a vedere. Lo scorso anno c’è stato un 3 per cento in più di presenze: ho visto dati ancora migliori, nell’ordine del 15 per cento. La tendenza è incoraggiante, la stagione si apre con buone prospettive. Sarò pienamente soddisfatto quando si riusciranno a creare, nel settore, centinaia di posti di lavoro. Le potenzialità ci sono, cerchiamo il cambio di mentalità».

I MESSAGGI – Incalza: «Gli investimenti? Coerenti: il Comune sta facendo la sua parte, adesso gli albergatori facciano la loro, sistemando qualche struttura in più. La riconversione con gli appartamenti? Non sono d’accordo: così il turismo non si farà mai». Quindi: «Sull’Hotel Principe la soluzione con il privato deve essere nell’interesse della città. No alle speculazioni. Posso intervenire per la sicurezza, non per il degrado. Ma prima poi, mantenendo la struttura così, arriveranno anche problemi strutturali. E allora farò montare l’impalcatura. Chi terrebbe casa sua in queste condizioni? Il punto è etico prima che economico». In generale, sugli alberghi, «stiamo studiando incentivi in più sulle ristrutturazioni, legate agli oneri di urbanizzazione. Aiuterebbe anche attrarre una grande catena che a Pesaro manca, eccezion fatta per il Gruppo Eden Viaggi. E lavoriamo con l’Inps per sbloccare Villa Marina. Per vincoli interni non si può vendere, ma solo affittare su lunghi periodi. Una formula che non funziona. E che ha disincentivato la Renco. Non è facile ma abbiamo chiesto la modifica della norma interna che vieta la vendita: così, sul mercato, la struttura potrebbe avere acquirenti. Sia aziende che alberghi». Sul Cif: «Non è comunale, ci sono vincoli statutari legati all’impegno sociale, stiamo provando a dare una mano». Infine la sanità. Dove risponde così al moderatore Michele Romano: «E’ la vera emergenza, la mobilità passiva è spaventosa. Bene i nuovi meccanismi sulle liste d’attesa, così come le recenti assunzioni di Marche Nord. Ma lo sappiamo: se non si fa l’ospedale i problemi non si risolvono. I sindaci non hanno trovato l’accordo, il tempo è scaduto, ci sono tutti gli elementi per decidere. La nostra è una posizione di buon senso, tutt’altro che campanilista. Se l’accordo tra le città si trova bene, altrimenti decida Ceriscioli: abbiamo fiducia in lui e gli daremo una mano».

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