“Sul dibattito che si è aperto attorno alla Presidenza della Provincia, la vera domanda politica che secondo noi andrebbe posta è: quale progetto si vuole costruire per la Provincia e con quali obiettivi? Solo dopo si individua il candidato migliore per rappresentarlo, non il contrario. Per un ente di 2° livello, chiamato a rappresentare l’insieme dei Comuni e dei territori, non sarebbe un tabù un profilo istituzionale capace di dialogare oltre gli schieramenti. Ma queste operazioni hanno senso soltanto se poggiano su un progetto politico chiaro e su un percorso condiviso, non se sembrano il frutto di accordi costruiti nelle stanze tra pochi senza un vero confronto. Perché la vera questione è un’altra: la scelta di Gambini rafforza o indebolisce il centrosinistra? Il rischio concreto è che, nel tentativo di mettere in difficoltà un centrodestra che oggi avrebbe i numeri per governare da solo la Provincia, si finisca per alimentare divisioni, malumori e
incomprensioni solo nel proprio campo. Se l’obiettivo fosse davvero cambiare gli equilibri politici e territoriali della provincia, allora
sarebbe stato naturale aprire una discussione più ampia e valutare altre figure maggiormente rappresentative di una discontinuità politica. Per questo riteniamo che oggi servano soprattutto chiarezza, coerenza e rispetto delle comunità locali. Le manovre tattiche e i giochi di palazzo possono occupare qualche titolo per qualche giorno ma, da soli, raramente costruiscono una proposta credibile e una prospettiva per il futuro”, così Cristian Fanesi, Dimitri Tinti e Luca Mancini
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