Prima di buttare, proviamo a riparare: a Pesaro il Repair Café unisce sostenibilità, artigianato e condivisione

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Ridurre i consumi, allungare la vita degli oggetti e riscoprire il valore della riparazione. È questo il messaggio al centro di «Prima di buttare, proviamo a riparare – Repair Café Pesaro», l’incontro che si è svolto ieri a Palazzo Gradari, nella Sala Pallerini, organizzato dalle Marche a Rifiuti Zero ETS, Bracciaperte ODV e RDE Elettronica, nell’ambito del progetto Chiudere il ciclo, creare valore, finanziato da R.A.D.I.C.I. – Rete Attiva per il Domani: Insieme per una Comunità Integrata, promosso dalla Regione Marche con risorse statali del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali. L’iniziativa ha offerto un’occasione per riflettere sul valore del lavoro manuale e sulla necessità di contrastare la cultura dell’usa e getta, attraverso la diffusione di competenze pratiche, la condivisione delle conoscenze e la promozione di comportamenti più sostenibili.

Nel suo intervento, Mario Di Palma, presidente dell’associazione BracciAperte ODV, ha richiamato l’attenzione sulla progressiva scomparsa dell’artigianato e dei mestieri manuali, sottolineando quanto sia importante trasmettere competenze che rischiano di andare perdute. Un tema che si intreccia con la sua esperienza personale: dal 2013, lavorando all’interno delle carceri, Di Palma ha contribuito alla formazione di circa 1.500 persone detenute, offrendo loro strumenti e conoscenze utili per costruire nuove opportunità lavorative una volta scontata la pena. Un’esperienza che dimostra come imparare un mestiere possa rappresentare non soltanto un’occasione professionale, ma anche un’opportunità di reinserimento sociale. Oggi, ha osservato Di Palma, formare le nuove generazioni è diventato più difficile, rendendo ancora più importante creare occasioni concrete in cui i giovani possano avvicinarsi al lavoro manuale e sperimentarne il valore.

In questo senso, il Repair Café rappresenta un’opportunità per diffondere la cultura della riparazione attraverso l’esperienza diretta, mostrando che molti oggetti possono essere recuperati prima di essere considerati rifiuti. Nel corso dell’incontro, Di Palma ha illustrato alcuni accorgimenti per utilizzare meglio gli elettrodomestici, ridurne i consumi e prolungarne la durata: dalla scelta dei programmi e del corretto dosaggio del detersivo alla pulizia dei filtri, dalla manutenzione preventiva al riconoscimento dei primi segnali di guasto. Attraverso l’esempio della lavatrice, ha mostrato inoltre i principali componenti dell’apparecchio, spiegandone le funzioni e illustrando come osservare alcuni problemi comuni prima di valutare un intervento di riparazione. Il pubblico ha seguito con interesse, ponendo domande specifiche e chiedendo ulteriori approfondimenti. Un confronto partecipato, che ha trasformato la spiegazione tecnica in un momento di apprendimento condiviso, dimostrando quanto siano preziose le occasioni in cui le conoscenze diventano accessibili e possono essere messe in pratica nella vita quotidiana.

Durante il Repair Café Giovanni M., Giovanni G. e Riccardo D., studenti del Liceo Marconi e fondatori di RDE, associazione per il recupero di dispositivi elettronici, si sono messi al lavoro sugli oggetti portati dai cittadini, cimentandosi nella riparazione di radio, lettori CD, piccoli elettrodomestici, minipimer, un timer e una frusta elettrica. Non tutti gli apparecchi sono risultati riparabili, ma anche questo fa parte dell’esperienza: capire come funziona un oggetto, individuare un problema, valutare se sia possibile intervenire e riconoscere quando una riparazione non è praticabile sono passaggi importanti per sviluppare competenze e consapevolezza. Perché il Repair Café non è soltanto un luogo in cui aggiustare ciò che non funziona. È soprattutto uno spazio in cui incontrarsi, condividere esperienze, imparare facendo e divertirsi, costruendo relazioni attorno a un obiettivo comune: dare agli oggetti una seconda possibilità e ridurre gli sprechi. A chiudere l’incontro è stata Maria Rosa Conti, assessora alla Sostenibilità del Comune di Pesaro, che collabora e sostiene il progetto, richiamando l’attenzione sul recente decreto di recepimento del diritto alla riparazione in Italia e sulle misure di sostegno già presenti in diversi Paesi europei. Un tema centrale per favorire un cambiamento concreto nei comportamenti di cittadini e imprese, che dovrebbe rendere la riparazione una scelta più accessibile e conveniente anche in Italia. L’iniziativa ha ribadito così il valore di un approccio che mette insieme sostenibilità ambientale, formazione e partecipazione: prima di sostituire un oggetto, vale la pena fermarsi, capire se può essere riparato e provare a farlo insieme. Perché allungare la vita delle cose significa ridurre i rifiuti, risparmiare risorse e recuperare competenze, ma anche riscoprire il piacere di imparare e collaborare.

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