Pergola, boom per la Fiera del Tartufo: 10mila presenze e attività in crescita del 20%

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PERGOLA – Diecimila presenze e una crescita del 20% su tutte le attività rispetto alla prima domenica dello scorso anno. Si chiude con numeri importanti la giornata inaugurale della 29ª Fiera internazionale in del Tartufo Bianco Pregiato di Pergola, ufficialmente aperta con il taglio del nastro alla Casa del Tartufo alla presenza delle istituzioni della Regione Marche. Dal cuore dell’entroterra parte un messaggio forte: la collina e le sue specificità rappresenta il cuore dello sviluppo delle Marche. Territori capaci di creare economia, turismo e relazioni partendo da ciò che li rende unici. Coltivare il selvatico per la produzione del Bianco pregiato, innovare nella tradizione, fare sistema per l’internazionalizzazione delle Marche: è questa la direzione indicata da Pergola.

Un secondo messaggio è arrivato da Camillo Bernabei, tra i più importanti protagonisti della distribuzione enologica italiana: occorre fare squadra e non disperdersi nella competizione tra singole etichette o Comuni. La lezione viene dallo Champagne, dove il successo di ogni cantina nasce prima di tutto dalla forza condivisa di un territorio e di un prodotto. La notorietà collettiva crea valore per ciascun produttore. Lo stesso principio vale per il turismo. “Nei territori che non possono contare su una grande città d’arte o su una destinazione stagionale legata al mare o alla montagna – ha spiegato Bernabei -, l’enogastronomia è la ragione del viaggio. Dietro un vino o un tartufo non c’è soltanto un prodotto: c’è il volto di una persona, una storia da incontrare e una comunità da conoscere.

La prima giornata ha confermato le attese per una stagione magnifica del Bianco Pregiato. Nella Casa del Tartufo sono cominciate le vendite delle prime pezzature. Un prodotto profondamente legato al bosco, che oggi richiede ricerca, cura degli habitat, adattamento climatico e nuove pratiche per aprire anche la sfida della coltivazione che oggi è partita da Pergola. La Fiera ha mostrato per la prima volta anche la propria dimensione internazionale. Il tartufo bianco ha incontrato lo Champagne nell’Enoteca curata da AT Wines, grazie al dialogo con Château-Thierry e con vini e prodotti provenienti da diversi Paesi europei. Il territorio non rinuncia alla propria identità: la usa per parlare al mondo. Dopo le diecimila presenze dell’esordio e una crescita diffusa del 20%, la Fiera tornerà domenica 11 e domenica 18 ottobre con nuovi incontri, cooking show, degustazioni, spettacoli e approfondimenti sul futuro del tartufo bianco.

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