PESARO, 30 OTT – Preoccupazione per le ipotesi di infiltrazioni mafiose nella ricostruzione post-terremoto e richiesta di chiarimenti alla Regione sulle nomine e sui controlli. È la posizione espressa dall’assemblea provinciale del Partito Democratico di Pesaro e Urbino, riunita il 29 ottobre, dopo l’inchiesta che ha portato a otto arresti, oltre cinquanta indagati e sequestri per più di 57 milioni di euro. «Le ipotesi su cui sta lavorando la magistratura prospettano uno scenario allarmante», afferma il segretario provinciale Marco Perugini, chiedendo di rafforzare legalità e trasparenza. Per il Pd, il centrodestra che governa la Regione deve rispondere sul piano politico delle proprie scelte, a partire dai criteri utilizzati per le nomine ai vertici degli uffici regionali. L’assemblea esprime inoltre preoccupazione per il futuro dei lavoratori impiegati nei cantieri coinvolti nelle indagini, sottolineando la necessità di tutelare l’occupazione e garantire la prosecuzione della ricostruzione nel rispetto delle regole.
Al centro della posizione del Pd anche il rischio di compromettere la fiducia dei cittadini nelle istituzioni, soprattutto nei territori colpiti dal terremoto e ancora in attesa del completamento degli interventi. Perugini chiede al presidente Francesco Acquaroli e al centrodestra chiarimenti sull’adeguatezza dei controlli e sulle scelte amministrative compiute, distinguendo le responsabilità politiche dagli accertamenti giudiziari. «La responsabilità penale è personale, ma il dovere di rispondere delle proprie scelte politiche non può essere eluso», conclude il segretario provinciale, ribadendo il rispetto della presunzione d’innocenza e del lavoro della magistratura.



