MarcheStorie 2026, sei Comuni uniti tra teatro, musica e memoria

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MARCHE – Sei Comuni, due itinerari culturali e il teatro come strumento per riscoprire le storie dei  luoghi e rimetterle in relazione con il presente. Bottega Teatro Marche presenta i progetti  «La terra che danza. Miti, riti, memorie del saltarello marchigiano» e «Il coraggio della  scelta. Storie di libertà lungo le vie del Metauro», realizzati nell’ambito del festival  MARCHESTORIE 2026.  

La conferenza stampa si è svolta stamane alla Paolo Brunelli Factory, a Marzocca di  Senigallia. Insieme a Paola Giorgi, direttrice artistica di Bottega Teatro Marche, hanno  partecipato i Sindaci dei Comuni di Belmonte Piceno, Colli al Metauro, Mombaroccio,  Monsampietro Morico, Montefelcino e Servigliano. Presente Paolo Notari, direttore  artistico del festival MARCHESTORIE.  

La programmazione, dal 7 novembre al 7 dicembre, attraverserà teatri, borghi, musei e  luoghi della memoria, intrecciando spettacoli originali, conversazioni, musica  popolare, presentazioni editoriali, visite teatralizzate e occasioni di convivialità. Due  percorsi distinti, accomunati da una visione: riconoscere nel patrimonio culturale dei paesi  una risorsa viva, capace di generare conoscenza, partecipazione e nuove relazioni fra le  comunità.  

Paola Giorgi (Direttore artistico di Bottega Teatro Marche): Bottega Teatro Marche è  ancora protagonista di MarcheStorie a fianco dei Sindaci dei Comuni coinvolti. Insieme  lavoriamo per far scoprire, attraverso le storie e la storia dei nostri Borghi, il patrimonio  identitario dei nostri territori, scrigni preziosi. Cerchiamo sempre di attualizzare ciò che  trae nutrimento dalle tradizioni e dalle vicissitudini passate attraverso lo strumento della  cultura e del Teatro in particolare.  

Paolo Notari: ( Direttore artistico di MArCHESTORIE) Complimenti a Bottega Teatro Marche  per aver dal primo anno messo in scena a perfezione lo spirito di Marchestorie. La cultura  a mio vedere è l’insieme di abitudini che fanno star bene e che i nostri antenati  hanno conservato e tramandato. Marchestorie vuole raccontare questo passato. Le  microstorie che non trovi in intelligenza artificiale ma che vengono narrate grazie alla forza  della parola e della recitazione su un palco.  

LA TERRA CHE DANZA 

Servigliano, Belmonte Piceno e Monsampietro Morico  

Che cosa custodisce una danza? Nei passi del saltarello marchigiano si possono leggere le  relazioni di una comunità: il lavoro e la festa, il corteggiamento e la sfida, il rapporto con  la terra, il bisogno di incontrarsi e riconoscersi. Da questa prospettiva nasce «La terra  che danza», il progetto che riunisce Servigliano, Comune capofila, Belmonte  Piceno e 

Monsampietro Morico, con la direzione artistica di Paola Giorgi per Bottega Teatro Marche. 

Il percorso mette in dialogo ricerca, teatro, musica e cultura materiale, attraversando le  fonti storiche e l’immaginario dei Sibillini, gli ornamenti piceni e il costume tradizionale, i  canti popolari e i gesti tramandati fra generazioni. Le leggende delle fate, gli abiti, le ricette  e i repertori musicali diventano altrettante forme attraverso cui conoscere la vita dei paesi  e comprendere come la memoria possa continuare a essere praticata e condivisa. Ogni  Comune sviluppa un capitolo di questo racconto. Servigliano apre la riflessione sul rapporto  fra tradizioni e ricostruzione: nei territori colpiti dal sisma, ritrovare i luoghi significa anche  ricomporre le relazioni che li rendono vivi. Belmonte Piceno interroga i  segni dell’appartenenza e i linguaggi del desiderio, attraverso il costume, gli ornamenti e  le forme del corteggiamento. Monsampietro Morico porta al centro la trasmissione dei  saperi, affidata alla ricerca editoriale e alla presenza di chi continua a cantare, suonare e  danzare.  

Il teatro restituisce a questo patrimonio una dimensione contemporanea: lo trasforma in  esperienza, mette in relazione studiosi, artisti e abitanti e invita il pubblico a riconoscersi  in una storia che continua. 

L’apertura è in programma domenica 8 novembre al Teatro Ideale di Servigliano.  Alle 16.30, dopo l’inaugurazione e il saluto dei Sindaci, si terrà la conversazione  «Ricostruire i paesi, ritrovare le comunità. La forza delle tradizioni», con Guido Castelli e  Cesare Catà, condotta da Maurizio Socci. Dopo l’Aperitivo della tradizione, alle 18.00, a  cura della Pro Loco di Servigliano, alle 19.00 andrà in scena «Il salto delle fate. Nel tempo  ed oltre cantando e danzando», con Cesare Catà, Paola Giorgi e la partecipazione  straordinaria di Gastone Pietrucci e La Macina. La parola teatrale incontrerà il canto  popolare e l’immaginario delle fate dei Sibillini, attraverso il patrimonio di ricerca e  interpretazione di una delle esperienze più significative della tradizione musicale  marchigiana.  

Venerdì 13 novembre, al Teatro Don Bosco di Belmonte Piceno, alle 18.00, Roberta  Fratini e Carla Di Cintio, con la conduzione di Paola Giorgi, animeranno la conversazione  «Segni di identità. Dagli ornamenti piceni al costume tradizionale del saltarello  marchigiano». Alle 19.00, «Dolcezze di castagne», a cura della Pro Loco Belmontese; alle  21.00, «Il ballo del desiderio. Corteggiamento, sfida e amore», spettacolo di e con Cesare  Catà e Paola Giorgi, dedicato al saltarello come linguaggio degli sguardi,  dell’avvicinamento, della sfida e dell’incontro. 

La tappa conclusiva sarà venerdì 20 novembre al Teatro Beniamino Gigli di  Monsampietro Morico. Alle 18.00, Monia e Claudio Scocco presenteranno il volume «Un  salto nel folklore»; alle 19.00, l’Aperitivo Folk a cura della Pro Loco accompagnerà il  pubblico verso lo spettacolo delle 21.00, «Li Matti de Montecò. Il ritmo della tradizione»,  dedicato ai canti e alle danze della cultura popolare marchigiana. 

Venerdì 13 novembre, al Teatro Don Bosco di Belmonte Piceno, alle 18.00, Roberta  Fratini e Carla Di Cintio, con la conduzione di Paola Giorgi, animeranno la conversazione  «Segni di identità. Dagli ornamenti piceni al costume tradizionale del saltarello  marchigiano». Alle 19.00, «Dolcezze di castagne», a cura della Pro Loco Belmontese; alle  21.00, «Il ballo del desiderio. Corteggiamento, sfida e amore», spettacolo di e con Cesare  Catà e Paola Giorgi, dedicato al saltarello come linguaggio degli sguardi,  dell’avvicinamento, della sfida e dell’incontro.  

La tappa conclusiva sarà venerdì 20 novembre al Teatro Beniamino Gigli di  Monsampietro Morico. Alle 18.00, Monia e Claudio Scocco presenteranno il volume «Un  salto nel folklore»; alle 19.00, l’Aperitivo Folk a cura della Pro Loco accompagnerà il  pubblico verso lo spettacolo delle 21.00, «Li Matti de Montecò. Il ritmo della tradizione»,  dedicato ai canti e alle danze della cultura popolare marchigiana.  

IL CORAGGIO DELLA SCELTA 

Colli al Metauro, Mombaroccio e Montefelcino  

In quale momento la libertà diventa una scelta? E quale coraggio occorre per compierla? È  la domanda che attraversa «Il coraggio della scelta», il progetto che unisce Colli al  Metauro, Comune capofila, Mombaroccio e Montefelcino, con il coordinamento artistico di  Paola Giorgi per Bottega Teatro Marche. Le risposte prendono forma nelle storie dei luoghi,  attraversando epoche e vicende differenti. A Mombaroccio, la spiritualità francescana  e la memoria dell’accoglienza del Santuario del Beato Sante raccontano una libertà  interiore che si traduce nella responsabilità verso gli altri: aprire una porta, offrire  protezione, scegliere la fraternità anche nel tempo della paura e della guerra. A  Montefelcino, la memoria del mercato libero senza gabella, istituito nel 1582, introduce il  rapporto fra libertà, regole, lavoro e possibilità di determinare il proprio destino.  

A Colli al Metauro, Saltara e Montemaggiore restituiscono le testimonianze del passaggio  del fronte e delle scelte compiute dentro la violenza della Seconda guerra mondiale. La  grande storia incontra così le vite delle persone, i gesti di solidarietà e il coraggio  individuale. Serrungarina riporta invece il racconto alle vicende medievali e al confronto  fra potere, appartenenza e desiderio di pace.  

Il teatro, le letture, i musei e i percorsi nei borghi collegano queste memorie alle domande  del presente. Ogni tappa offre una prospettiva diversa sulla libertà e invita a riconoscerla  come una responsabilità da esercitare, oltre che come un’eredità ricevuta. Il progetto 

costruisce così un itinerario condiviso nel quale le specificità dei tre Comuni si incontrano e  la storia locale diventa occasione di riflessione civile. 

Il percorso comincerà sabato 7 novembre a Mombaroccio. Alle 11.00, «Nel nome di  Francesco», visita al Santuario del Beato Sante; alle 16.00, nella Biblioteca comunale  Guidobaldo Del Monte, presentazione del volume «La Divina Commedia in verticale», con  l’autore Adriano Corsini. Alle 17.30, al Teatro Storico Comunale, Paola Giorgi porterà in  scena «La porta aperta. Francesco, Dante e il Santuario di Pace», con le musiche eseguite  dal vivo dal Maestro Christian Riganelli. Lo spettacolo intreccia la figura di Francesco, la  poesia dantesca e la memoria dell’accoglienza del Santuario. Durante la giornata saranno  inoltre proposte visite guidate ai Musei Civici, su prenotazione. 

A Colli al Metauro, sabato 14 novembre alle 18.00, nel borgo di Saltara, «1944. Il  coraggio della scelta» darà voce alle testimonianze sul passaggio del fronte, con letture  teatralizzate a cura di Maurizio Ludovichetti. Nella stessa giornata, dalle 16.00, a  Montemaggiore al Metauro, il programma comprenderà l’apertura del Museo Storico del  Fiume Winston Churchill, il percorso «Sulle orme di Winston Churchill» e, al Centro Studi  Mario Luzi, la mostra «Wojtek, l’orso soldato», curata dai ragazzi e dalle ragazze della scuola  media, insieme all’esposizione di oggetti d’epoca a cura di Leonardo Vinozzi. 

Sabato 21 novembre, Montefelcino ospiterà, dalle 10.00 alle 20.00, un’edizione  straordinaria del Mercatino del Feudatario. Alle 16.00, il corteo storico e la lettura dell’atto  di istituzione del mercato libero richiameranno la memoria cinquecentesca del borgo. Alle  18.00, nell’ex Chiesa di San Cristoforo, andrà in scena «La libertà di scegliere», spettacolo  di e con Paola Giorgi, con le musiche eseguite dal vivo alla fisarmonica dal Maestro Christian  Riganelli. 

Il programma proseguirà sabato 28 novembre alle 21.00, a Montemaggiore al  Metauro, con le letture teatralizzate «1944. Il coraggio della scelta»; nella stessa giornata,  alle 16.00, è prevista l’apertura della Sala MOS di Saltara. 

La conclusione sarà lunedì 7 dicembre dalle 18.00 nel borgo di Serrungarina, con «Passi  nel tempo: Serrungarina racconta», visita guidata teatralizzata a cura dell’Associazione  Teatrino Rosso APS, dedicata alle memorie medievali e alle vicende dei Malatesta e dei  Montefeltro. Una mostra tra fotografia e pittura, degustazioni e animazione del borgo  accompagneranno il percorso. 

I due progetti coinvolgono amministrazioni, Pro Loco, associazioni, studiosi, artisti e abitanti,  costruendo una collaborazione che attraversa i territori e valorizza le competenze locali. La  raccolta e la selezione di testimonianze, documenti e materiali audiovisivi contribuiranno  inoltre al percorso dell’Archivio digitale delle culture marchigiane, prolungando il valore delle  iniziative oltre le singole giornate. 

Le attività si svolgono nell’ambito del festival «MArCHESTORIE Poesia di Teatri», progetto  della Regione Marche – Assessorato alla Cultura, in collaborazione con AMAT, Fondazione  Marche Cultura e Consorzio Marche Spettacolo. 

Gli spettacoli sono a ingresso libero fino a esaurimento posti. Per le visite e i percorsi si  rimanda alle modalità di prenotazione indicate nei programmi. 

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