MARCHE – La riforma della Legge quadro sull’artigianato rappresenta una priorità strategica per il futuro delle piccole imprese italiane e marchigiane.Un tema rilanciato con forza dal presidente nazionale della CNA, Dario Costantini, nel corso della recente Direzione nazionale dell’associazione a Roma, alla quale ha partecipato anche la presidente del Consiglio Giorgia Meloni, che davanti alla platea della CNA ha assunto pubblicamente l’impegno a portare all’approvazione della nuova normativa. Un passaggio accolto con favore da CNA Marche, che considera non più rinviabile l’aggiornamento della Legge quadro attualmente in vigore, risalente al 1985.
Le imprese artigiane di oggi sono profondamente diverse da quelle di quarant’anni fa – afferma il presidente di CNA Marche, Maurizio Paradisi – innovazione tecnologica, digitalizzazione, sostenibilità, internazionalizzazione e nuove competenze professionali hanno trasformato il modo di fare impresa. La nuova Legge quadro deve riconoscere questa evoluzione e consentire alle aziende di crescere senza perdere la propria identità artigiana”. Nelle Marche l’artigianato continua infatti a rappresentare uno dei pilastri dell’economia regionale. Con 37.810 imprese artigiane attive, pari al 28,86% del totale delle imprese, la regione si conferma la più artigiana d’Italia. Il settore occupa oltre un quinto degli addetti delle imprese marchigiane e rappresenta una componente essenziale delle filiere manifatturiere, del made in Italy e dell’economia diffusa dei territori.
“Questi numeri dimostrano quanto l’artigianato sia centrale per le Marche”, sottolinea Paradisi – tuttavia il settore sta affrontando sfide decisive come il ricambio generazionale, la carenza di competenze e gli investimenti richiesti dalle transizioni digitale e ambientale. Per questo è fondamentale disporre di una cornice normativa moderna e coerente con la realtà delle imprese”.“Accogliamo con favore l’impegno assunto dal Governo – conclude il presidente CNA Marche – l’artigianato non chiede privilegi ma regole aggiornate. Se vogliamo che continui a essere un motore di sviluppo economico e occupazionale anche nei prossimi decenni, occorre dotarlo di strumenti adeguati alle sfide del presente e del futuro”.



