Ludopatie, Minardi: “un problema di forte impatto sociale che va arginato.”

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“Educare, prevenire, curare per evitare la sempre crescente patologia da gioco d’azzardo e dipendenza da nuove tecnologie e social network.” Questi i principali obiettivi che si intendono raggiungere con la legge approvata oggi alla unanimità dal Consiglio regionale sulla lotta alle ludopatie.
“Nel nostro Paese – afferma il Vice Presidente del Consiglio regionale, Renato Claudio Minardi – sono circa un milione le persone che soffrono di patologie da gioco d’azzardo. Un dato purtroppo in crescita che necessitava di una normativa capace di contenere e ridurre un problema che per molte persone e per le loro famiglie è di enorme gravità.”
La legge prevede una serie di interventi mirati ad educare ad informare e sensibilizzare, soprattutto le giovani generazioni, all’uso consapevole del gioco.
“Un’azione che vede il coinvolgimento dei Comuni – prosegue Minardi – e la collaborazione delle istituzioni scolastiche, degli enti del servizio sanitario regionale, delle associazioni di volontariato e delle famiglie. Perché insieme, Istituzioni, associazioni e famiglie, sarà possibile aiutare le molte persone che soffrono di questa dipendenza.”
Tra le iniziative di sensibilizzazione, la Giornata dedicata alla lotta al gioco d’azzardo patologico da svolgersi negli istituti scolastici e universitari delle Marche.
Gli interventi saranno contenuti in un Piano regionale integrato per il contrasto, la prevenzione e la riduzione del rischio da gioco patologico e sarà creato un logo regionale “No Slot”. Sarà istituito un numero verde sulle dipendenze patologiche per l’assistenza e l’orientamento alle persone dipendenti dal gioco d’azzardo. Sarà predisposto inoltre materiale informativo sui rischi correlati al gioco e sui servizi di assistenza offerti che dovranno essere esposti, da parte degli esercenti, nelle sale da gioco.
La legge prevede inoltre il divieto di istallare apparecchi e congegni per il gioco in locali situati in un raggio di cinquecento o trecento metri da istituti scolastici a seconda se si tratti di Comuni con più o meno di cinque mila abitanti. Distanze minime sono stabilite da banche, poste e luoghi di ritrovo.

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