“L’inerzia della Classe Politica locale ha ingessato la nostra città”: il Geom. Armanni lancia un appello

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FANO – “Ci risiamo: sono cambiati i suonatori, ma la musica è sempre quella!
Progetto della Strada delle Barche: bocciato!
Progetto del nuovo casello autostradale: Bocciato!
Progetto di Variante zona Madonna Ponte: bocciato!
Mentre la politica Nazionale non riesce ancora a comprendere la gravità della situazione, tant’è che ancora, cincischiando sulle futilità e pronunciando vuote enunciazioni, non ha fatto nulla di veramente concreto per tirarci fuori dalla situazione in cui ci troviamo da ben sette anni, nella nostra città non si muove nulla: tutto è fermo da decenni!.
In 68 anni, dal dopo guerra ad oggi, la classe politica che ha governato la nostra città ha combinato poco o nulla anche negli anni in cui le Amministrazioni Comunali godevano di grandi somme da impiegare negli investimenti ifrastrutturali e godevano del soccorso governativo che ripianava i bilanci.
Non è riuscita ad esprimere una seria programmazione economica (che avrebbe dovuto prevedere investimenti programmatici a lungo termine con la realizzazione di infrastrutture necessarie ed indispensabili alla costruzione e alla evoluzione di una città moderna), riducendo a zero, oggi, le occasioni occupazionali.
L’inerzia della Classe Politica locale, condita con scelte peregrine e spesso scellerate, coniugate con gravi omissioni, ha ingessato la nostra città, rendendola dormiente, asfittica e, non nascondiamocelo, senza futuro.
Naturalmente questo stato di cose, questo quadro disastroso, non è da imputare (ancora) alla attuale Giunta Seri, dalla quale però, ci si aspettano serie proposte e soprattutto un carattere più fermo e grintoso nei confronti della Soprintendenza che, vivendo fra le nuvole, non comprende la gravità della situazione economica, negandoci infrastrutture strategiche.
La crisi che stiamo vivendo nella nostra città, ha messo fuori gioco la gran parte delle attività economiche, ha bloccato ogni iniziativa imprenditoriale e ha letteralmente paralizzato l’edilizia e il suo indotto e, conseguentemente, ogni possibilità di lavoro e di sbocchi occupazionali, precludendo ai giovani il mondo del lavoro.
Ne sanno qualcosa gli ultimi due sindaci della città, Aguzzi e Seri, che di fronte alla processione giornaliera di cittadini che chiedono aiuto, possono rispondere solo con parole di incoraggiamento perché soldi non ce ne sono e tanto meno le occasioni di lavoro.
Nella nostra città la maggior parte delle attività sopravvivono.
Riusciremo ad uscire da questa situazione? Ne dubito fortemente a meno che le Istituzioni prendendo in seria considerazione l’attuale situazione, riescano a darsi una scossa tale da rompere le catene che affliggono la nostra città. Si perché Fano è diventata, ripeto, una città asfittica, addormentata, quasi narcotizzata: senza lavoro e senza futuro.
Si ha l’impressione di vivere in un Territorio senza mappa e senza orientamento.
Tutti noi, operatori economici, unitamente ai cittadini sentiamo forte la necessità di una programmazione ragionata (e non la estemporaneità di proposte, quando ci sono!, per poi non farne nulla!) perché solo una seria programmazione potrà sortire effetti benefici per il risveglio e la crescita economica della nostra città.
La bocciatura della variante della Zona Industriale di Madonna ponte è l’ultima perla che ci ha regalato la politica, perché anziché trovare una soluzione che potesse accontentare tutti e togliere dallo stallo gli imprenditori in sofferenza (i quali avrebbero potuto innescare un circolo virtuoso per garantire un minimo di lavoro ai disoccupati del nostro territorio), fanno i saputelli e bloccano tutto perché in definitiva non gliene frega niente a nessuno della situazione economica in cui versa la città!
Siamo stanchi di assistere a schiena curva ai loro logorroici “distinguo” per non combinare nulla.
Siamo stanchi di vedere i politicanti locali giocare ai quattro cantoni, perché al centro del gioco non c’è un pirla qualsiasi ma i cittadini fanesi e il loro futuro.
E hanno il coraggio di lamentarsi perché la Gente si è allontanata dalla politica: ciò è potuto avvenire perché la classe politica in generale si è rottamata da sola, sia perché non riesce a stare al passo con i tempi e sia per la sua incapacità.
Questo intervento non lo faccio perché ho degli interessi diretti o indiretti con la Società Madonna Ponte, bensì perché è ormai ora che la politica si interessi dei problemi reali della gente.
Oggi è gia tardi, e mentre si dovevano prendere decisioni, sia pur tardive, si sono presi un altro anno e mezzo per trovare una soluzione per la utilizzazione degli scheletri di quei capannoni: proprio un bel risutato!
Di qui l’appello a tutti i cittadini, a tutto il mondo economico e produttivo del territorio di Fano rappresentato dalle Organizzazioni dell’Artigianato, del Commercio, del Turismo, dell’Industria, della Pesca, delle Organizzazioni Sindacali, della Confederazione Italiana Agricoltori, della Società aeroportuale, della Fondazione Carifano, fino ai Presidenti delle Banche che operano nel nostro territorio, ai Prèsidi delle Scuole superiori, al Vescovo in rappresentanza del mondo religioso, alla Soprintendenza, ai rappresentati della politica locale e Regionale, affinchè tutti insieme, in un confronto franco e costruttivo, con il concorso di idee, proposte e progetti, facciamo decollare il nostro territorio verso un periodo di prosperità e di lavoro senza aspettare i miracoli che ci promette la politica nazionale”.

Geom. Tarcisio Armanni

LETTERA APERTA ALLA CITTA’.
PER LA PROPOSTA DI IDEE PER UN PIANO INNOVATIVO
FINALIZZATO AL RINASCIMENTO ECONOMICO
DELLA CITTA’ DI FANO E DEL SUO TERRITORIO

“Preliminarmente bisogna prendere atto di dati inconfutabili.
La disoccupazione è arrivata a livelli insostenibili.
I Fallimenti delle imprese nel centro Italia quest’anno hanno raggiunto l’impressionante: + 10,40% rispetto al 2013.
Le libere professioni sono armai al lumicino.
La politica non riesce ancora a comprendere la gravità della situazione, tant’è che ancora, cincischiando sulle futilità e pronunciando vuote enunciazioni, non riesce a tirarci fuori dalla situazione in cui ci troviamo da ben sei anni.
Mentre in Europa tutto sta mutando o si cerca di cambiare, qui tutto è fermo da decenni.
L’inerzia della Classe Politica locale, dal dopoguerra sino ad oggi, condita con scelte peregrine e spesso scellerate, coniugate con gravi omissioni, ha ingessato la nostra città.
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Così come è vero che questo stato di cose, non è imputabile alla attuale Giunta Seri, ciò non di meno mi aspetto da questa serie proposte.
La crisi economica ha investito pesantemente Fano, la quale è stata colta in flagrante carenza di strumenti, di strutture ed infrastrutture tali che avrebbero potuto assicurare un minimo di futuro benessere.
La crisi che stiamo vivendo ha messo fuori gioco la gran parte delle attività economiche del nostro territorio, ha bloccato ogni iniziativa imprenditoriale e ha letteralmente paralizzato l’edilizia e il suo indotto e, conseguentemente, ogni possibilità di sbocchi occupazionali, precludendo ai giovani il mondo del lavoro.
Questo stato di cose, coniugato con l’attuale politica nazionale, ha portato allo stallo attuale e alla paralisi totale di tutte le attività.
In 68 anni di cattiva politica, portata avanti senza una seria programmazione economica (che avrebbe dovuto prevedere investimenti programmatici a lungo termine con la realizzazione di infrastrutture necessarie ed indispensabili alla costruzione e alla evoluzione di una città moderna), ha ridotto a zero le occasioni occupazionali.
Ne sanno qualcosa gli ultimi due sindaci della città, Aguzzi e Seri, che di fronte alla processione giornaliera di cittadini che chiedevano e chiedono aiuto, possono rispondere solo con parole di incoraggiamento perché non ci sono né risorse né occasioni di lavoro.
Riusciremo ad uscire da questa situazione? Ne dubito fortemente a meno che le Istituzioni prendendo in seria considerazione l’attuale situazione, riescano a darsi una scossa tale da rompere le catene che affliggono la nostra città. Si perché Fano è diventata una città asfittica, addormentata, quasi narcotizzata: senza lavoro e senza futuro.
Tutti noi, operatori economici, unitamente ai cittadini sentiamo forte la necessità di una programmazione ragionata (e non la estemporaneità di proposte, quando ci sono!, per poi non farne nulla!) perché solo una seria programmazione potrà sortire effetti benefici per il risveglio e la crescita economica della nostra città.
Di qui l’appello a tutti i cittadini, a tutto il mondo economico e produttivo del territorio di Fano rappresentato dalle organizzazioni dell’Artigianato, del Commercio, del Turismo, dell’Industria, alle Organizzazioni Sindacali, alla Confederazione Italiana Agricoltori, al Presidente dell’aeroporto, agli Ordini Professionali, alla Fondazione Carifano, alle Banche che operano nel nostro territorio, alle Scuole superiori (professori e studenti), al Vescovo in rappresentanza del mondo religioso, alla Soprintendenza, ai segretari dei Partiti, al Sindaco, ai rappresentati della politica presso la Provincia e la Regione, affinchè tutti insieme, con il concorso di idee, proposte e progetti, facciamo decollare il nostro territorio verso un periodo di prosperità e di lavoro senza aspettare i miracoli che ci promette la politica nazionale. Incontriamoci!”.

Tarcisio Armanni

1 COMMENT

  1. complimenti per la recensione, condivisibile in gran parte, da cittadino avevo mandato una mail al Sindaco qualche mese fa, proprio sui capannoni di ponte metauro.
    ritenevo che la politica debba trovare il senso nel farsi da parte, sul tema del commercio, che è regolato dal mercato, e non dai commercianti del centro che raccoglievano firme per bloccare il progetto.
    mi dispiace per quei commercianti che pensano di sopravvivere, io da tempo acquisto moltissimi prodotti su internet, e penso che indipendentemente dalla crisi in molti faranno così. d’altro canto i commercianti possono inserirsi nella rete piuttosto che nella politica.
    non sono fiducioso nella politica e neanche nelle organizzazioni da lei citate, semplicemente perché non c’è mai stata e non ci sarà una visione d’insieme, ma solo soluzioni di parte.
    per quanto mi riguarda l’unica strada percorribile dalla nostra politica è l’autostrada fino Bologna, poi un bell’aereo, destinazione paesi nordici (uno qualsiasi) e COPIARE letteralmente organizzazione e servizi, tornare con un bel copia e incolla e cambiare questo paese, o meglio ancora trasferire un equipe straniera e dare carta bianca, alla peggio si rimane nella fogna in cui siamo.
    auguri a tutti e beati i politici e i sognatori ottimisti (gli unici che vivono di parole)

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