La bufala del messaggio Whatsapp sulla bomba nella metro di Roma

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Circola da giovedì su Whatsapp una registrazione audio in cui si sente una donna che avverte sua figlia del pericolo di un attentato imminente a Roma, spiegandole di aver scoperto la cosa dopo aver parlato con “la mamma di Anastasia che lavora al ministero degli Interni”. Nel messaggio audio la donna spiega che l’ISIS vuole “colpire i giovani” e “la movida” e che quindi bisogna stare lontano dal centro; la donna sostiene che al ministero degli Interni hanno informazioni su un possibile attacco che non vengono diffuse alla popolazione, e si dice anche che l’allarme bomba per cui ieri è stata temporaneamente chiusa la stazione della metropolitana di Lepanto a Roma non era un falso allarme.

Ovviamente non esistono ragioni per considerare veritiero il contenuto del messaggio, al di là della generale situazione di allerta e maggiore attenzione suggerite dai fatti di questi giorni a Parigi. La stazione di Lepanto della Linea A della metropolitana di Roma giovedì è effettivamente stata chiusa per un allarme bomba rivelatosi poi falso, ma non ci sono prove né sospetti che nella stazione sia effettivamente stata trovata una bomba e che il ministero degli Interni avrebbe deciso di tenere segreta l’informazione. La stazione di Lepanto è rimasta chiusa in tutto per circa 30 minuti: se davvero fosse stata trovata una bomba sarebbe stato necessario molto più tempo per disinnescare la bomba, bonificare la zona, mettere in sicurezza la stazione e cercare prove e indizi sulla persona che l’aveva posizionata.

Anche l’idea per cui una persona che genericamente “lavora al ministero” possa essere a conoscenza di informazioni riservate e potenzialmente pericolose, e che possa decidere di diffonderle a tappeto usando Whatsapp, è piuttosto ingenua: e in generale fa riferimento a un certo tipo di pensiero complottista molto diffuso online, con espressioni come “vi dicono un sacco di bugie”, “vogliono farci credere”, eccetera. Ci sono consistenti ragioni per stare attenti e per considerare possibile un attentato a Roma come in altre città, sia prima che dopo gli attacchi di Parigi, ma questo messaggio di Whatsapp non si può considerare tra queste. Giovedì a Roma per tre volte la metropolitana è stata interrotta per falsi allarmi bomba; venerdì mattina è già successo un’altra volta.

Fonte: ilpost.it 

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