PESARO – I mosaici della Cattedrale di Santa Maria Assunta di Pesaro, tra le pavimentazioni musive più importanti al mondo, diventano protagonisti di un’esperienza immersiva senza precedenti. Inaugura la sala multimediale e immersiva all’interno del Museo diocesano di Palazzo Lazzarini.
Al centro del nuovo spazio espositivo vi è un eccezionale complesso archeologico che si estende per circa 900 metri quadrati su due livelli sovrapposti sotto la cattedrale e che documenta oltre sedici secoli di storia, dal V al XIII secolo d.C.. L’impianto originale è databile alla seconda metà del VI secolo d.C., sulla base di alcune iscrizioni dedicatorie che celebrano l’intervento di Iohannis di Misia, stratega di rango consolare nell’epoca di Giustiniano, al quale viene attribuita la ricostruzione della cattedrale dell’allora città tardoantica.
Per la prima volta, l’intero patrimonio musivo è stato digitalizzato attraverso una campagna di rilievo integrato basata su laser scanner 3D e fotogrammetria ad altissima definizione. Il lavoro ha permesso di realizzare un gemello digitale della cattedrale e dell’intera superficie decorata. È così possibile osservare dettagli, forme e iconografie che finora erano visibili solo parzialmente.
Il progetto della Sala Multimediale dei Mosaici è promosso dall’Arcidiocesi di Pesaro e dal Comune di Pesaro, con il coordinamento e la supervisione scientifica della Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per le Province di Ancona e Pesaro-Urbino, dell’Ufficio Beni Culturali e Arte Sacra dell’Arcidiocesi di Pesaro dell’Università degli Studi di Urbino Carlo Bo, con il professor Daniele Sacco e dell’Università Politecnica delle Marche, con il professor Paolo Clini.
Il progetto di rilievo e digitalizzazione dei mosaici è stato realizzato grazie al finanziamento di Pesaro CTE SQUARE – Casa Tecnologie Emergenti Pesaro (CUP D74J22000930008), il progetto promosso dal Comune di Pesaro per favorire l’innovazione e il trasferimento delle tecnologie emergenti al territorio, sostenendo lo sviluppo dei settori della cultura, del turismo e dell’engagement. Per il progetto Pesaro CTE Square i referenti sono il professor Primo Zingaretti per l’Università Politecnica delle Marche e il professor Alessandro Bogliolo per l’Università degli Studi di Urbino Carlo Bo.
Il rilievo e la digitalizzazione sono stati curati da Tecno Art S.r.l., mentre il progetto e la realizzazione dell’allestimento sono stati affidati a Omnia Comunicazione, con Arkea per gli allestimenti e Alcmena per la componente multimediale.
Il progetto è stato presentato questa mattina alla stampa alla presenza delle autorità istituzionali. Dopo i saluti di Monsignor Sandro Salvucci, Arcivescovo di Pesaro, del sindaco di Pesaro Andrea Biancani, del consigliere regionale Nicola Baiocchi, di Giacomo Piazzini, funzionario archeologo della Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio delle Marche, di Filippo Alessandroni, direttore dell’Ufficio Beni Culturali e Arte Sacra dell’Arcidiocesi di Pesaro e di don Enrico Giorgini per il coordinamento organizzativo, sono intervenuti il professor Daniele Sacco dell’Università di Urbino e il professor Paolo Clini dell’Università Politecnica delle Marche, che ha collaborato con Mirco D’Alessio, illustrando i contenuti e le caratteristiche della nuova sala multimediale.
«Quando penso all’idea della sala multimediale – ha dichiarato Monsignor Sandro Salvucci, Arcivescovo di Pesaro – mi torna alla memoria un’esperienza vissuta molti anni fa a Padova, nel 2002, durante la visita alla Cappella degli Scrovegni, appena restituita al pubblico dopo il restauro. Prima di accedere direttamente al capolavoro giottesco, fui accompagnato in uno spazio preparatorio, dove l’uso dei più avanzati strumenti multimediali allora disponibili mi permise di comprendere meglio il contesto storico, artistico e spirituale degli affreschi di Giotto. Quella preparazione non sostituì l’incontro diretto con l’opera, ma lo rese per me più consapevole, più intenso e più ricco. La tecnologia diventò così una soglia di accesso alla bellezza: uno strumento capace di educare il mio sguardo, suscitare attenzione e predisporre a una fruizione più profonda. Proprio da quel ricordo nasce la convinzione che un’esperienza simile possa oggi trovare nuova attualità nel Museo Diocesano di Pesaro, attraverso una sala multimediale dedicata ai mosaici paleocristiani e bizantini della Cattedrale. Come allora fui guidato a comprendere meglio gli affreschi di Giotto prima di incontrarli dal vivo, così oggi il visitatore potrebbe essere accompagnato, con il sostegno degli strumenti digitali più moderni e dell’intelligenza artificiale, in un percorso capace di prepararlo alla scoperta dei mosaici, di illustrarne la complessità iconografica, di valorizzarne la storia e di renderne più immediata la comprensione. Per questo considero l’esperienza digitale e immersiva non un semplice complemento, ma una vera introduzione alla visita: un ponte tra conoscenza e contemplazione, tra innovazione tecnologica e patrimonio artistico, capace di avvicinare il visitatore alla ricchezza dei mosaici della Cattedrale di Pesaro con maggiore consapevolezza, emozione e partecipazione».
«L’inaugurazione della sala multimediale dedicata ai Mosaici del Duomo – ha affermato Andrea Biancani, sindaco di Pesaro – rappresenta un passo importante nel percorso di valorizzazione di quello che considero il più grande patrimonio culturale del nostro territorio, un bene di valore nazionale e internazionale. Dopo la recente restituzione di Palazzo Lazzarini alla città, oggi questo luogo si arricchisce di una nuova funzione, diventando uno spazio dove innovazione, ricerca e cultura dialogano per raccontare la storia di Pesaro. Grazie alla tecnologia rendiamo i mosaici ancora più accessibili e attrattivi, offrendo ai visitatori un’esperienza immersiva che si affianca alle visite nei sotterranei della Cattedrale, al via da giovedì 9 luglio. Un risultato reso possibile dalla collaborazione tra Comune, Arcidiocesi, Fondazione Scavolini, Soprintendenza, Università di Urbino, Università politecnica delle Marche e tutti i professionisti coinvolti, ai quali va il nostro
ringraziamento. Un grazie anche ad Aquileia, con cui abbiamo avviato una collaborazione strategica che rafforza il ruolo di Pesaro nella rete delle grandi città dei mosaici dell’Adriatico».
Il consigliere regionale Nicola Baiocchi ha portato i saluti della Regione Marche, sottolineando il valore dell’iniziativa per la promozione del territorio e del suo patrimonio culturale: «Porto il saluto della Regione Marche a questa bellissima iniziativa, che contribuisce a valorizzare Pesaro, le Marche e, di riflesso, l’intero Paese. Si tratta di un progetto di grande importanza, capace di mettere in luce un patrimonio straordinario come quello dei mosaici della Cattedrale e, oggi, della nuova sala multimediale. È un intervento che si inserisce pienamente in una strategia di promozione culturale e turistica. La Regione Marche non farà mancare il proprio sostegno, nei modi e nelle forme opportune, per continuare a valorizzare questo patrimonio, che appartiene alla città e rappresenta una risorsa preziosa per il nostro Museo Mediterraneo».
«La cattedrale di Pesaro – ha dichiarato Filippo Alessandroni, Direttore Ufficio Beni culturali e Arte sacra – Arcidiocesi di Pesaro – conserva sotto l’attuale piano di calpestio due piani pavimentali a mosaico di rara estensione complessiva, ricchi di preziose figurazioni dal periodo Tardoantico al Basso Medioevo. L’Arcidiocesi ha scelto di investire creando un nuovo spazio multimediale nel Museo diocesano di Pesaro per permettere ai visitatori di conoscere, attraverso nuove applicazioni tecnologiche e visite esperienziali, questo eccezionale patrimonio culturale. L’Ufficio Beni culturali ha operato allo sviluppo dei contenuti e alla supervisione scientifica collaborando in sinergia con il prof. Daniele Sacco dell’Università degli Studi di Urbino, che ha curato particolarmente la “linea del tempo” e che, sinteticamente, racconta i mille e seicento anni di trasformazioni subite dalla cattedrale. Ha, inoltre, collaborato con il prof. Paolo Clini e il dott. Mirco D’Alessio dell’Università Politecnica delle Marche e con la Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio delle Marche nelle persone del dott. Stefano Finocchi e del dott. Giacomo Piazzini».
La nuova sala offrirà ai visitatori un’esperienza interattiva: attraverso tecnologie digitali, realtà immersiva e intelligenza artificiale sarà possibile esplorare il pavimento musivo nella sua interezza, navigando tra le diverse fasi storiche, osservando da vicino i dettagli decorativi e comprendendo l’evoluzione dell’edificio sacro attraverso i secoli.
L’allestimento si sviluppa in due ambienti distinti e complementari. Nella sala principale, una grande pannellatura cronologica accompagna il visitatore lungo una linea del tempo che racconta, attraverso immagini, testi e apparati didattici, l’evoluzione della Cattedrale dalla ricostruzione in epoca giustinianea fino ai giorni nostri, illustrandone le principali trasformazioni e i numerosi interventi di rifacimento che ne hanno segnato la storia. La seconda sala ospita invece un ambiente dedicato all’approfondimento e all’interazione, con una parete multimediale dotata di due visori immersivi e sedute per un’esplorazione digitale coinvolgente. Qui i visitatori potranno dialogare con l’avatar di Iohannis di Misia, progettato per rispondere a domande e curiosità sui mosaici, sulla storia della cattedrale e sul contesto storico e artistico in cui si inseriscono. L’avatar accompagnerà il visitatore lungo il percorso digitale, rispondendo alle domande e offrendo un’assistenza personalizzata. Nella stessa sala trovano spazio ulteriori strumenti multimediali dedicati all’esplorazione del patrimonio musivo tramite monitor con funzionalità touch screen. Accanto agli apparati digitali, il percorso valorizza anche una dimensione fisica e interattiva. Una parete composta da elementi rotanti presenta numerosi dettagli dei mosaici: ogni modulo consente di scoprire particolari decorativi e iconografici accompagnati da testi esplicativi, favorendo una modalità di fruizione partecipativa e tattile. L’esperienza si configura così come un dialogo tra innovazione tecnologica e strumenti analogici, in grado di coinvolgere pubblici di ogni età.
I mosaici della cattedrale costituiscono una testimonianza straordinaria della storia religiosa, artistica e sociale della città. Le decorazioni conservano il raffinato linguaggio iconografico dell’età bizantina, con pavoni, pesci, croci e motivi geometrici, accanto a figure e simboli di epoca medievale ispirati ai bestiari e alla letteratura fantastica, creando un racconto visivo unico che attraversa secoli di trasformazioni culturali.
La nuova Sala Multimediale del Museo diocesano all’interno di Palazzo Lazzarini rappresenta un esempio concreto di come le tecnologie digitali possano contribuire alla conservazione, allo studio e alla valorizzazione del patrimonio culturale. Un luogo in cui ricerca, innovazione e memoria si incontrano per restituire nuova visibilità a uno dei più importanti complessi musivi dell’Italia paleocristiana, accompagnando cittadini e visitatori in un viaggio immersivo attraverso sedici secoli di storia.
Apertura
giovedì – venerdì – sabato – domenica (ore 10-13 e 16-19)
Info: palazzolazzarini.it | Tel.: 0721-371219 | Email: beniculturali@arcidiocesipesaro.it
















