Si è riunito ieri pomeriggio a Casa Cecchi il primo Consiglio comunale delle bambine e dei bambini di Fano. Sono 36 i giovani consiglieri che compongono l’organismo: 24 provenienti dalle scuole primarie e 12 dalle scuole secondarie di primo grado, in rappresentanza dei quattro plessi cittadini.
L’incontro di insediamento è stato l’occasione per conoscersi, condividere progetti e aspettative e avviare subito il lavoro sul tema scelto per quest’anno: l’articolo 7 della Convenzione ONU sui diritti dell’infanzia e dell’adolescenza, che riconosce a ogni bambino il diritto a essere registrato alla nascita, ad avere un nome, ad acquisire una cittadinanza e, nella misura del possibile, a conoscere i propri genitori e a essere cresciuto da loro.
Il diritto al nome rappresenta il primo elemento di riconoscimento di ogni persona: nel nome si racchiude una storia familiare, culturale e personale che definisce il senso di appartenenza. Allo stesso modo, anche Fano custodisce la propria identità nelle sue origini. Per questo i giovani consiglieri saranno impegnati in un percorso di approfondimento che li accompagnerà per tutto l’anno, alla riscoperta delle radici della città, per costruire un legame più profondo e rispettoso con il territorio. Il tema sarà al centro della Giornata dei Diritti in programma venerdì 20 novembre.
«Il Consiglio comunale delle bambine e dei bambini è un luogo in cui le nuove generazioni imparano a partecipare alla vita della comunità e a far sentire la propria voce», dichiara il sindaco Luca Serfilippi. «Ascoltare i più giovani significa guardare la città con occhi nuovi. Il tema scelto quest’anno è particolarmente significativo: partire dal diritto al nome per riscoprire le origini di Fano vuol dire aiutare i ragazzi a capire chi sono e da dove viene la comunità di cui fanno parte. Proprio in un momento in cui la scoperta della Basilica di Vitruvio ci ricorda quanto sia profonda la nostra storia».
«Oggi abbiamo vissuto un momento di grande entusiasmo e partecipazione», sottolinea la vicesindaco Loretta Manocchi. «Il nome è il primo segno della nostra identità, il modo in cui veniamo riconosciuti dagli altri e il filo che ci lega alla nostra famiglia e alla nostra storia. Con i giovani consiglieri lavoreremo per tutto l’anno su questo diritto fondamentale e lo collegheremo alle origini della nostra città, perché conoscere le proprie radici è il primo passo per prendersene cura. Sarà un percorso di crescita per loro e per tutta la comunità, che culminerà nella Giornata dei Diritti del 20 novembre».

