Caro gasolio, le imprese dell’autotrasporto marchigiano restano in stato di mobilitazione in attesa dell’incontro già programmato per il prossimo 27 ottobre tra le organizzazioni di categoria e i Ministeri delle Infrastrutture e dei Trasporti e dell’Economia e delle Finanze, chiamati a individuare soluzioni strutturali per fronteggiare l’emergenza legata all’aumento del costo del gasolio.
Le prime manifestazioni di protesta si sono registrate in Calabria, dove alla mobilitazione promossa dal mondo agricolo si sono affiancati anche numerosi autotrasportatori, colpiti da una crescita dei costi di esercizio che continua a mettere sotto pressione le imprese del settore. ll peso del carburante continua infatti a rappresentare una delle principali criticità per il settore. Gli ultimi dati disponibili sui prezzi alla pompa rilevano nelle Marche un costo medio del gasolio self-service pari a 2,238 euro al litro, sostanzialmente allineato ai valori nazionali e nettamente superiore ai livelli registrati negli anni precedenti. Un livello di prezzo che, per le imprese che percorrono migliaia di chilometri ogni mese, si traduce in un aggravio di costi difficilmente sostenibile senza adeguati meccanismi di compensazione.
Una situazione che viene seguita con grande attenzione anche nelle Marche, dove operano 3.004 imprese di autotrasporto merci che contano quasi 11.000 addetti (in larga parte piccole e medie aziende e imprese familiari che rappresentano un presidio fondamentale per l’economia regionale), garantendo quotidianamente il collegamento tra distretti produttivi, manifattura, commercio e mercati nazionali ed esteri.
«Il malessere della categoria è reale e diffuso – dichiara Riccardo Battisti, responsabile regionale CNA FITA Marche – gli aumenti del gasolio continuano a incidere pesantemente sui bilanci delle imprese, che spesso non riescono a trasferire questi maggiori costi lungo la filiera. Comprendiamo le ragioni della mobilitazione che si sta sviluppando in alcune aree del Paese, ma riteniamo che la priorità sia arrivare rapidamente a un confronto costruttivo con il Governo per ottenere risposte concrete e durature».
Tra le proposte avanzate dalle associazioni dell’autotrasporto figura quella dell’automatismo dell’extracosto del gasolio, un meccanismo che consentirebbe di adeguare automaticamente il corrispettivo del trasporto quando il prezzo del carburante supera determinate soglie di variazione. In questo modo gli incrementi eccezionali del costo del gasolio non graverebbero esclusivamente sulle imprese di trasporto, ma verrebbero ripartiti in modo trasparente lungo la filiera logistica, evitando di scaricare sulle aziende un onere che rischia di comprometterne la sostenibilità economica.
«L’autotrasporto non chiede misure occasionali o emergenziali – afferma Luca Settimi, presidente di CNA FITA Marche – occorrono strumenti capaci di garantire certezza e stabilità alle imprese. L’introduzione di un sistema automatico di adeguamento dei costi del carburante rappresenterebbe una risposta di buon senso, già adottata in diverse forme in altri mercati europei. Oggi il problema non riguarda soltanto gli autotrasportatori, ma l’intera catena di approvvigionamento delle merci e, quindi, la competitività del sistema produttivo italiano».
«La categoria – conclude Battisti – sta dimostrando grande senso di responsabilità. Tuttavia servono segnali concreti e tempi rapidi. Gli autotrasportatori marchigiani sono pronti a sostenere ogni iniziativa utile a portare il problema all’attenzione delle istituzioni, confidando che il confronto con il Governo produca finalmente soluzioni strutturali e non interventi temporanei».



