FANO, 13 AGO – È scomparso da una settimana Ruben Martin, 59 anni. Il suo compagno Luca Ravanelli, «estremamente preoccupato», ha incaricato l’avvocata Elena Fabbri di svolgere investigazioni difensive e di sollecitare le ricerche. «Ho appena depositato una memoria nella quale ho indicato tutta una serie di attività che, a mio avviso, sono indispensabili per capire che cosa è successo», spiega la legale. Tra gli approfondimenti richiesti ci sono il controllo dei conti bancari di Martin, l’esame dei tabulati telefonici e l’audizione di alcune persone che potrebbero fornire elementi utili.
Il mistero della scomparsa
La scomparsa presenta ancora molti punti da chiarire. «Gli estremi di questa sparizione sono avvolti nel mistero», sottolinea Fabbri. Un elemento che desta particolare attenzione è il ritrovamento nell’abitazione della cagnolina di Ruben, alla quale, secondo quanto riferito, l’uomo era molto legato. «Ruben sembrava essere legato quasi in modo simbiotico alla sua cagnolina, che invece è stata ritrovata nella sua abitazione». Da una settimana non si hanno più sue notizie e il telefono risulta spento. «Sembrerebbe esserci stato un avvistamento nella giornata di sabato 8 – riferisce l’avvocata – ma non è stato riscontrato né da fotografie né da telecamere».
Le ricerche e gli accertamenti richiesti
Carabinieri e inquirenti, precisa la legale, si sono attivati fin da subito. La difficoltà principale sarebbe però quella di individuare con precisione il luogo dal quale far partire le ricerche. «Non è facile l’individuazione del luogo della scomparsa e questo sicuramente è limitante per la ricerca stessa». Per questo Fabbri ha indicato nella memoria una serie di persone da sentire e di attività da svolgere, con l’obiettivo di circoscrivere le indagini e capire «se si tratta di un allontanamento volontario o se invece potrebbe esserci un’ipotesi di reato». Ora sarà il pubblico ministero a valutare se gli approfondimenti proposti dal difensore possano essere svolti.
Conti e tabulati telefonici
Tra gli elementi ritenuti importanti ci sono gli eventuali movimenti bancari. «Se dal conto i soldi sono stati prelevati o c’è una movimentazione bancaria è ben diverso se il conto invece è cristallizzato e non c’è stato alcun tipo di movimento», spiega Fabbri. Lo stesso vale per le celle e i tabulati telefonici. «Ad oggi questi dati non sono noti né a noi né agli inquirenti». Una zona sarebbe stata individuata attraverso le celle telefoniche, ma senza arrivare a un punto preciso. «Le celle circoscrivono una zona, non un punto preciso», osserva la legale.
«Le 48 ore non vanno più attese»
Fabbri chiarisce inoltre che non è necessario attendere 48 ore per avviare le ricerche di una persona scomparsa. «Il discorso delle 48 ore è stato fortunatamente superato nel tempo». Nel caso di Martin, ribadisce, «non è che le forze dell’ordine non si siano attivate, ma hanno avuto difficoltà piuttosto nel farlo perché non c’è un punto dal quale iniziare le ricerche». L’obiettivo, spiega ancora Fabbri, è capire «se è successo qualcosa di grave o se invece si tratta di un semplice allontanamento». Un’ipotesi, quella dell’allontanamento volontario, che dopo una settimana la legale dice di tendere a escludere. Martin, osserva, è un uomo adulto che avrebbe avuto la possibilità sia di comunicare la volontà di allontanarsi sia di portare con sé la cagnolina. Proprio il rapporto con l’animale viene indicato come un elemento significativo. Lo stesso giorno della scomparsa, racconta Fabbri, Martin avrebbe risposto a un post dedicato agli animali pubblicando una foto insieme alla sua cagnolina e sottolineando quanto le fosse affezionato. «Non si comprende, se avesse deciso di allontanarsi volontariamente e non vi fossero stati problemi, perché non l’abbia condotta con sé».













