FANO – Quali saranno i tempi del rimpasto e i criteri per ridefinire incarichi e deleghe nella Giunta di Fano? È quanto chiede Samuele Mascarin, consigliere comunale di “In Comune”, in un’interpellanza rivolta al sindaco Luca Serfilippi. Il documento, datato 13 ottobre, ripercorre le tensioni nella maggioranza e pone cinque quesiti sul futuro dell’esecutivo.
Al centro della richiesta ci sono anzitutto i due accordi politici sulla revisione delle deleghe richiamati dal coordinatore di Fratelli d’Italia Fano, Davide Dini: uno sottoscritto all’inizio del mandato, nel giugno 2024, e uno più recente. Mascarin domanda che ne vengano resi noti i contenuti, sostenendo che gli impegni tra soggetti politici chiamati a guidare un’amministrazione debbano essere pubblici e trasparenti.
Il consigliere ricostruisce il confronto delle ultime settimane: dalle richieste di riequilibrio avanzate da FDI alla risposta di Serfilippi, che durante un’intervista radiofonica del 3 ottobre aveva dichiarato: “Se deve essere motivo di divisione, abbiamo altro da fare”. Nell’interpellanza viene richiamata anche la successiva presa di posizione di Dini, secondo cui da parte del partito non c’è “nessuna delega in bianco” all’amministrazione.
Un altro passaggio riguarda la nascita del gruppo “CentroDestra Civico per Fano”, costituito dai consiglieri Davide Delvecchio e Andrea Montalbini, usciti da Fratelli d’Italia, e Kristian Forti, proveniente da Civici Fano. Secondo quanto riportato nel documento, il nuovo assetto riduce da cinque a tre i componenti del gruppo FDI e determina la scomparsa di quello di Civici Fano.
Mascarin richiama le reazioni politiche alla decisione dei tre consiglieri, comprese le dichiarazioni di Dini sulla loro collocazione fuori dalla comunità politica di FDI e l’annuncio del consigliere regionale Giacomo Rossi sul deferimento di Forti al direttivo regionale della lista civica. Cita inoltre il commento del sindaco, che aveva ipotizzato dietro la costituzione del nuovo gruppo una richiesta di ingresso nell’esecutivo.
Da qui la domanda sull’eventuale nomina in Giunta di un rappresentante di CentroDestra Civico per Fano. Il consigliere chiede anche quando si realizzerà il rimpasto e sulla base di quali principi saranno ridistribuiti ruoli, incarichi e deleghe.
Gli ultimi due quesiti riguardano le assessore Lucia Tarsi e Loredana Maghernino. Per la prima, Mascarin domanda se corrisponda al vero l’ipotesi di una mancata riconferma, ricordando che “In Comune” ne parla pubblicamente da settimane e sostenendo di non aver ricevuto smentite né da FDI né dal sindaco. Per Maghernino, chiede invece se sarà confermata dopo la scomparsa del gruppo consiliare di riferimento.
Nelle premesse, l’esponente di opposizione torna anche sulle tensioni legate alla variazione di bilancio che, secondo quanto riportato nell’atto, prevedeva quasi 400mila euro in tre anni per il nuovo capo di gabinetto del sindaco. Ricorda di aver già prospettato in quell’occasione un rimpasto autunnale.
Il documento richiama infine la fiducia a Serfilippi espressa da Giacomo Rossi e la priorità indicata da Civici Fano per la realizzazione dei bagni pubblici. Non manca una critica ironica al dibattito politico, descritto da Mascarin attraverso l’espressione “stalinismo da operetta” e il richiamo alla frase di Ennio Flaiano: “La situazione politica è grave ma non è seria”.

