Fano – Manocchi: «Vogliamo superare gli assi tematici, non trasformare il centro storico in mini-appartamenti»

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FANO, 23 SETTEMBRE 2026 «Nessuno vuole trasformare indiscriminatamente i negozi del centro storico in mini-appartamenti. Le critiche di Movimento 5 Stelle e Fano Cresce partono da una rappresentazione fuorviante della proposta e sovrappongono due questioni differenti: il superamento degli assi tematici e la possibilità di rivedere, soltanto in alcune vie, il vincolo che impedisce la trasformazione dei locali al piano terra in residenze».
Il vicesindaco e assessore all’Urbanistica Loretta Manocchi interviene per chiarire l’indirizzo dell’Amministrazione, già illustrato in Consiglio comunale nel luglio dello scorso anno e ribadito durante il percorso partecipativo del PUG.
«Il Piano regolatore vigente suddivide alcune parti del centro storico in cinque assi: la Strada dello Shopping, la Strada degli Artisti e degli Artigiani, la Strada della Cultura, la Strada Archeologica e la Strada dei Giovani. A ciascuno corrispondono determinate vie e specifiche destinazioni per i locali al piano terra. La Strada dei Giovani, per esempio, comprende via Mura Malatestiane e via Mura San Gallo e stabilisce che i piani terra siano destinati ad attività direzionali e laboratori artistici, consentendo anche gli esercizi di vicinato. Via Nolfi, invece, viene identificata come Strada degli Artisti e degli Artigiani. È una classificazione rigida, che pretende di indirizzare lo sviluppo delle singole strade verso funzioni definite a priori e che oggi non appare più rispondente alla realtà del centro storico».
Il primo obiettivo dell’Amministrazione è quindi eliminare gli assi tematici, superando un’impostazione considerata troppo stringente. Un tema distinto è quello della possibile trasformazione in residenza dei locali al piano terra, oggi non consentita nelle vie comprese da questa disciplina.
«Su questo secondo punto stiamo conducendo un’analisi puntuale, strada per strada. Il ragionamento riguarda alcune vie, come via Nolfi o via Mura San Gallo, nelle quali esistono locali inutilizzati o inseriti in contesti con una significativa presenza residenziale. Non proponiamo alcun automatismo: vogliamo verificare dove il vincolo continui ad avere una funzione concreta e dove, invece, impedisca il recupero di immobili destinati altrimenti a rimanere vuoti».
La volontà è invece quella di mantenere il vincolo nelle principali vie commerciali, culturali e archeologiche: corso Matteotti, via Cavour, via Garibaldi, via Montevecchio, via Arco d’Augusto, via Mura Augustee, il Pincio e tutte le piazze, comprese piazza Costanzi e piazza Fratelli Rosselli.
«È dunque falso sostenere che vogliamo rinunciare alla funzione commerciale del centro. Le vie principali e le piazze continueranno a essere tutelate. Allo stesso tempo, non possiamo ignorare l’esistenza di locali che non hanno più una concreta prospettiva commerciale e che rischiano di restare chiusi per anni. Tutelare il commercio e recuperare gli immobili inutilizzati non sono obiettivi incompatibili».
Manocchi chiarisce anche che ogni eventuale cambio di destinazione dovrà rispettare integralmente le norme urbanistiche, edilizie e igienico-sanitarie: «Non sarà possibile trasformare qualsiasi negozio in abitazione. Dovranno essere garantiti tutti i requisiti relativi a dimensioni, altezze, illuminazione, aerazione e qualità degli spazi. Parlare preventivamente di abitazioni inadeguate o destinate alle locazioni turistiche significa attribuire alla proposta contenuti che non possiede».
«La nostra non è una resa davanti alla crisi del commercio, ma una scelta di equilibrio e realismo: proteggere gli assi che conservano una chiara vocazione commerciale e consentire, soltanto dove esistono le condizioni, il recupero di spazi oggi vuoti. L’obiettivo è contrastare l’abbandono, favorire la presenza stabile di residenti e rendere il centro storico più vivo, sicuro e curato. Il confronto è utile, ma deve partire dai contenuti reali della proposta e non da slogan costruiti su intenzioni che l’Amministrazione non ha mai espresso».

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