FANO – “Mascarin parla della Fondazione Teatro della Fortuna come di un’“araba fenice”. Per una volta siamo d’accordo con lui: il Teatro è risorto. Dimentica però di raccontare da quali ceneri. E soprattutto grazie a chi”.
“Quando Stefano Mirisola ha assunto la presidenza della Fondazione si è trovato ad affrontare una situazione economico-patrimoniale pesantissima, maturata negli anni precedenti: una perdita di quasi 400mila euro, alla quale si aggiungeva un fondo di dotazione da 100mila euro da ricostituire. Una situazione che sfiorava complessivamente il mezzo milione di euro”.
“Oggi parliamo di tutt’altro. E basta guardare uno dei dati più significativi: gli abbonati alla prosa erano 1.092 prima dell’arrivo di Stefano Mirisola e oggi hanno raggiunto il record storico di 1.523. Significa 431 abbonati in più, una crescita del 39,5%. Solo rispetto alla scorsa stagione l’incremento è stato di ulteriori 207 abbonamenti”.
“Ma non c’è soltanto il pubblico. Al 31 agosto la Fondazione registra 77mila euro di utile, mentre la gestione della Corte Malatestiana chiude con circa 10mila euro di risultato positivo”.
“Questa non è magia. È gestione. È organizzazione. È capacità di tenere insieme qualità culturale e sostenibilità economica”.
“Per questo troviamo quantomeno singolare che proprio chi appartiene a quell’area politica che ha amministrato Fano negli anni in cui è maturata quella situazione economica oggi ironizzi sulla rinascita della Fondazione”.
“E allora sì, utilizziamola pure l’immagine dell’araba fenice: se oggi il Teatro della Fortuna è risorto dalle proprie ceneri è perché c’è stato chi si è assunto la responsabilità di prenderlo in mano, affrontarne i problemi, risanarlo e rimetterlo nelle condizioni di crescere. Stefano Mirisola e il suo CdA lo hanno fatto”.
“Quanto alla Rocca Malatestiana, altro che “golpe bianco”. C’è la volontà dell’Amministrazione di mettere Teatro della Fortuna, Corte e Rocca Malatestiana all’interno di un progetto culturale coordinato, affidandosi a una Fondazione che oggi può presentare risultati concreti e misurabili”.
“Ed è proprio la solidità economica raggiunta e la capacità organizzativa dimostrata sul campo che consentono oggi alla Fondazione di accettare una nuova sfida: la futura gestione della Rocca Malatestiana”.
“Quasi 500mila euro di situazione debitoria alle spalle, +39,5% di abbonati, il record storico di 1.523 tessere, conti tornati in positivo e nuovi spazi da gestire”.
“A Mascarin lasciamo volentieri le metafore. Noi preferiamo i numeri. E questi numeri raccontano molto bene chi ha lasciato le ceneri e chi, da quelle ceneri, ha fatto rinascere il Teatro”.



