FANO – “La crisi del centrodestra a Fano non può essere liquidata come una disputa sugli incarichi. Fermarsi ai nomi degli assessori, alle deleghe e ai rapporti di forza tra i partiti significa restare sulla superficie di un problema ben più profondo: la tenuta politica della maggioranza e la sua capacità di indicare una direzione alla città.
È di questi giorni l’avvio delle consultazioni del sindaco, chiamato a confrontarsi con la nascita, all’interno della propria maggioranza, di un nuovo gruppo politico numericamente significativo, composto da consiglieri provenienti da Fratelli d’Italia e dall’area dei Civici Marche. Ma il punto non è soltanto chi resterà in Giunta o chi vi entrerà: è quale progetto tenga insieme questa amministrazione e quali risposte sia in grado di offrire a Fano.
Le contestazioni riguardano questioni centrali per la città: le priorità della spesa pubblica, la permuta milionaria per un terreno a Chiaruccia, la debolezza delle politiche per la sanità pubblica, l’insufficiente attenzione alla tutela della salute, alla sicurezza sul lavoro e al monitoraggio ambientale delle aree industriali. A queste si aggiungono una salvaguardia del patrimonio ambientale troppo spesso sacrificata e la mancanza di trasparenza su progetti rilevanti, come quello del nuovo forno crematorio.
Altrettanto numerosi sono i nodi ancora irrisolti, sui quali pesano le divisioni interne alla maggioranza: il futuro di ASET e dei servizi pubblici locali, da oltre un anno sottratto a un confronto pubblico; le politiche sociali, nelle quali sembra prevalere l’attenzione alle nomine rispetto all’innovazione e al rafforzamento dei servizi sul territorio; le prospettive di aree strategiche come le Terme di Carignano e l’ex convitto Vittoria Colonna; il nuovo Piano del traffico, fermo da mesi nei cassetti della Giunta. Nel frattempo, le scelte di bilancio hanno penalizzato famiglie e imprese, aggravandone il carico economico attraverso forti aumenti della TARI e rincari delle tariffe dei servizi alla persona.
Sul termovalorizzatore abbiamo evidenziato la contraddizione politica tra la dichiarata contrarietà a una localizzazione a Fano e il voto contro la mozione che chiedeva di opporvisi. Anziché concentrarsi su queste priorità, il sindaco ha inoltre avanzato l’ipotesi di una intitolazione ad Almirante, aprendo uno scontro sui valori e sulla memoria democratica della città del quale non si avvertiva alcuna necessità
La crisi del centrodestra è dunque molto più profonda di quanto il dibattito sugli incarichi lasci apparire. È una crisi politica che smentisce le promesse di far “cambiare passo” a Fano. Il rimpasto al quale lavora il sindaco Serfilippi potrà modificare gli equilibri della Giunta, ma non basterà a rispondere alle questioni sollevate sulle scelte amministrative, sulle priorità per Fano e sulla partecipazione alle decisioni.
La crisi del centrodestra può segnare la fine di una stagione politica. Sta anche a noi lavorare perché diventi l’inizio di una nuova prospettiva per Fano”.
Cristian Fanesi – Gruppo misto
Dimitri Tinti – Gruppo misto
Ippolita Bonci del Bene – Fano Cresce
Stefano Marchegiani – La Fano che vogliamo
Lorenzo Marchegiani – La Fano che vogliamo
Cesare Magalotti – PD Fano
Sara Cucchiarini -PD Fano
Samuele Mascarin – In Comune con Mascarin
Francesco Panaroni – Movimento 5Stelle Fano
Foto di repertorio



