Dialetti vivi, a Fano un incontro tra memoria, nuove generazioni e tradizioni locali

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FANO – Il dialetto come patrimonio culturale da conservare, studiare e trasmettere alle nuove generazioni. È questo il tema della conferenza “Dialetti vivi. Voci, memorie e nuove generazioni”, un incontro dedicato alla riscoperta delle tradizioni linguistiche locali attraverso la ricerca, la poesia e il coinvolgimento delle scuole.

L’iniziativa prende le mosse dai risultati della ricerca condotta dall’Università di Urbino nell’ambito del progetto STOA, finalizzato alla conservazione, allo studio e al riuso del patrimonio culturale immateriale. Al centro del lavoro ci sono due raccolte di interesse linguistico ed etnoantropologico, l’Archivio Balducci e l’Archivio Dini, entrambe costituite da registrazioni analogiche a rischio di dispersione.

La professoressa Chiara Celata, docente dell’Università di Urbino e coordinatrice del progetto STOA, presenterà una relazione sulla vitalità del dialetto, mettendo a confronto le testimonianze conservate nell’Archivio Balducci con le recenti interviste realizzate anche a Fano, coinvolgendo persone delle nuove generazioni residenti nella zona del porto e in periferia.

A seguire, sarà presentata una passeggiata sonora ambientata nell’area portuale di Fano, un percorso che accompagnerà i partecipanti alla scoperta di luoghi di interesse storico, naturalistico e culturale, attraverso le voci e i racconti del passato recuperati dagli archivi sonori salvaguardati dal progetto.

La conferenza proseguirà con l’intervento del professor Luciano Aguzzi, dedicato alla poesia dialettale e ai poeti fanesi, da Grimaldi fino ai giorni nostri.

A concludere l’incontro sarà il poeta e scrittore Elvio Grill, che illustrerà un progetto rivolto alle scuole primarie. L’iniziativa coinvolgerà gli alunni di alcune classi in un percorso di riscoperta della lingua e delle tradizioni fanesi, partendo dalla lettura di una fiaba e di un racconto entrambi scritti in dialetto.

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