L’artigianato artistico resiste e continua a qualificare e valorizzare i territori. Per questo CNA Marche accoglie con favore l’ipotesi di intervento promosso dalla Regione Marche a sostegno dell’artigianato artistico, tipico e tradizionale, che potrebbe essere finanziato a giorni con oltre 500 mila euro nell’ambito del Programma Regionale FSE+ 2021-2027. La misura metterebbe a disposizione risorse complessive per 501.665 euro destinate alla realizzazione di percorsi formativi “on the job” rivolti a giovani disoccupati under 36, con l’obiettivo di favorirne l’inserimento lavorativo e contemporaneamente garantire la trasmissione delle competenze che rappresentano il patrimonio storico, culturale ed economico dell’artigianato marchigiano. Per CNA Marche si tratta di un intervento particolarmente significativo perché valorizza due figure fondamentali previste dalla legge regionale sull’artigianato: i Maestri Artigiani e le Botteghe Scuola.
Nelle Marche sono attualmente riconosciuti 124 Maestri Artigiani e 64 Botteghe Scuola. Secondo l’elaborazione del Centro Studi CNA Marche sui dati della Regione, la provincia con il maggior numero di Maestri Artigiani è Ancona con 36 riconoscimenti. Seguono Macerata con 32, Pesaro Urbino con 22, Ascoli Piceno con 20 e Fermo con 14. Per quanto riguarda le Botteghe Scuola, il primato spetta a Macerata con 18 strutture riconosciute, davanti ad Ancona con 17, Ascoli Piceno con 15, Pesaro Urbino con 8 e Fermo con 6.
L’importanza della misura emerge anche dai numeri dell’artigianato artistico marchigiano. Secondo l’elaborazione del Centro Studi CNA Marche, nelle Marche operano complessivamente 1.290 imprese dell’artigianato artistico, tipico e tradizionale, un patrimonio produttivo che rappresenta una componente essenziale dell’economia e dell’identità culturale regionale.
La provincia con il maggior numero di imprese è Ancona con 374 attività, seguita da Pesaro e Urbino con 313, Macerata con 299, Ascoli 169; Fermo 135. Il settore più rappresentato a livello regionale è quello della fabbricazione di oggetti in ferro, rame e altri metalli, che conta 308 imprese, seguito dalla sartoria e confezione su misura di abbigliamento esterno con 253 imprese e dalla gioielleria e oreficeria con 178 imprese.
Particolarmente significativa è la specializzazione territoriale di alcune produzioni artistiche. La provincia di Ancona concentra 83 delle 130 imprese marchigiane che producono strumenti musicali, mentre Pesaro e Urbino si distingue sia nella ceramica artistica, con 22 imprese, sia nella lavorazione dei metalli, con 91 attività. «L’artigianato artistico e tradizionale rappresenta una delle espressioni più autentiche del saper fare marchigiano. Le nostre imprese custodiscono competenze che costituiscono un patrimonio economico e culturale unico e che rischierebbe di disperdersi senza un efficace ricambio generazionale», afferma la presidente artigianato artistico tradizionale CNA Marche, Olivia Monteforte.
L’associazione sottolinea come la novità più rilevante dell’intervento in via di approvazione sia l’ampliamento della platea dei soggetti ospitanti. Oltre alle Botteghe Scuola riconosciute, infatti, potranno accogliere i giovani beneficiari anche le imprese dell’artigianato artistico, tipico e tradizionale nelle quali opera un Maestro Artigiano. «È una scelta che va nella direzione da tempo auspicata da CNA – dice ancora la Monteforte – perché consente di valorizzare maggiormente le competenze presenti nelle imprese artigiane e di estendere le opportunità formative sull’intero territorio regionale. Il trasferimento delle conoscenze direttamente nei luoghi della produzione è la modalità più efficace per formare nuove professionalità e garantire continuità alle lavorazioni tradizionali».
I percorsi avranno una durata di otto mesi, con un’indennità mensile di 800 euro per i giovani partecipanti e un contributo di 300 euro mensili riconosciuto ai Maestri Artigiani impegnati nelle attività di tutoraggio e affiancamento. Secondo CNA Marche, la misura assume un valore strategico anche per la valorizzazione delle aree interne e dei borghi storici, dove spesso operano imprese che rappresentano autentici presìdi economici, sociali e culturali.«Ogni bottega che riesce a trasmettere il proprio mestiere a una nuova generazione – conclude la Monteforte – contribuisce a mantenere vivo un patrimonio di competenze che identifica i nostri territori nel mondo. Per questo è importante continuare a sostenere le imprese che investono nella formazione e nella trasmissione del sapere artigiano. L’intervento regionale va nella giusta direzione perché unisce politiche attive del lavoro, tutela delle tradizioni produttive e sviluppo locale».





