Acqua, Perugini (PD): “La destra che governa Regione e Comuni da quasi 10 anni, smetta di fare l’opposizione a sé stessa”

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PESARO  “Le dichiarazioni del presidente dell’Aato 1 Berloni e del consigliere regionale Petrucci è l’ennesima conferma di un metodo: parlare di emergenza come se a decidere fosse sempre qualcun altro”. Lo dichiara il Segretario Provinciale del PD di Pesaro Urbino Marco Perugini, che aggiunge: “Il presidente dell’Aato, cioè dell’assemblea dei sindaci, chiede «soluzioni strutturali» e «scelte». Petrucci invoca un riconoscimento della «natura strutturale della crisi idrica» e lamenta che le autobotti siano «l’unico vero strumento disponibile». Hanno ragione sulla diagnosi. Ma a dirlo sono quelli che da quasi dieci anni governano la Regione e la maggioranza dei Comuni della provincia. Hanno i numeri, i ruoli e gli strumenti per decidere e agire. Invece si limitano a commentare”.

“Una crisi annunciata, e conosciuta da anni”.

“Da anni i sindaci chiedono lo sfangamento dei tre bacini idroelettrici da cui dipende l’approvvigionamento idrico della provincia. Gli invasi sono colmi di detriti, in alcuni casi fino all’80%, e a ogni estate più secca ne paghiamo il prezzo. Oggi, con il Burano e Sant’Anna chiusi per decisione della Protezione civile e le autobotti come ultima risorsa, dipendiamo dalle acque di superficie, e basta una stagione avara di piogge per andare in emergenza”.

“Eppure la Regione, che è l’ente concedente dei bacini gestiti da Enel, non ha ottenuto dal concessionario gli interventi necessari. Chi governa il Paese e la Regione dovrebbe avere ben chiaro quale peso contrattuale esercitare nei confronti di Enel. Invece i bacini restano pieni di detriti, mentre il centrodestra continua a parlare di soluzioni «strutturali» che non porta mai al tavolo”.

“Il piano regionale degli acquedotti è fermo da 12 anni. Un dato che da solo smentisce ogni alibi: la Regione ha un piano degli acquedotti che non rinnova. È lo strumento maestro per dare risposte strutturali e urgenti: interconnessioni, potenziamento delle fonti, riduzione delle perdite di rete”.

“Senza quel piano ogni proposta resta uno slogan, compresa la lista dei quattro assi presentata oggi”.

“Qualche mese fa abbiamo assistito all’ennesima strumentalizzazione sullo sfangamento della diga del Furlo. Si fece apparire un diniego della Provincia che poi si è dimostrato infondato. Era una strategia mediatica costruita per la campagna elettorale delle elezioni provinciali”.

“Ora che alla guida della Provincia c’è il presidente Alessandri, espressione del centrodestra, la domanda è semplice: perché non accelera? Era davvero un problema di volontà della Provincia, o erano le solite favole usate per strumentalizzare ogni cosa?”

“Lo stesso schema si ripete nella vicenda della Gola del Furlo, dove ancora una volta le richieste alla Regione ci ricordano che anche sul fronte della viabilità e della sicurezza dell’entroterra servono atti e non comunicati”.

“Governano tutto, ma la colpa è sempre di quelli di prima. Comune, Provincia e Regione: il centrodestra governa a ogni livello. Eppure vale sempre la stessa legge: apparire, rilanciare, trovare un nemico, dividere, senza mai risolvere un problema. E quando non c’è più nessuno da accusare, la colpa torna a essere di chi governava vent’anni fa. A distanza di dieci anni dall’inizio del loro mandato, questo alibi non regge più”.

“I sindaci chiedono interventi da anni e noi li abbiamo sempre sostenuti”, dichiara Perugini. “Ora basta. Chi ha la responsabilità di governo la eserciti: la Regione ha le competenze dirette, ha il rapporto di concessione con Enel e ha la maggioranza per decidere. Non servono altre dichiarazioni sull’emergenza, serve un atto. I cittadini e le imprese agricole non possono continuare ad affidarsi alle autobotti, alla tenuta delle tubature e alla speranza di un clima più mite. Il PD è pronto a collaborare su ogni proposta seria e concreta, ma non a coprire l’immobilismo di chi governa e finge di non esserne responsabile”.

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