A Mondolfo inaugurato il Punto Unico di Accesso socio-sanitario

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MONDOLFO – È stato definito un ‘punto di partenza’  a livello tecnico e professionale al servizio dei bisogni di salute e benessere della collettività più fragile. È  il punto unico di accesso socio-sanitario cosiddetto P. U. A., un presidio di integrazione inaugurato giovedì mattina a Mondolfo, a distanza di una decina di giorni dall’apertura di quello di Mondavio.
Nato dalla collaborazione tra Ambito sociale 6 e il Distretto Sanitario di Fano, intende dare una risposta a tutto il territorio ed intercettare una domanda inespressa della popolazione più debole.

Il P. U. A., infatti, è un servizio fondamentale di ascolto, uno sportello multifunzionale rivolto ai cittadini mondolfesi e a  quelli dei comuni limitrofi quali San Costanzo e Monteporzio, a cui è possibile rivolgersi per ottenere delle informazioni e risposte rapide alle problematiche  riguardanti casi di disabilità, servizi di assistenza domiciliare, dimissioni da strutture ospedaliere e inserimento in strutture residenziali.

Aperto  con orari ridotti nel mese di agosto il mercoledì dalle 10 alle 13 su appuntamento e con orari ampliati anche al giovedì pomeriggio dalle 14.30 alle 17.30 nel mese di settembre, il punto unico di accesso rappresenta un ulteriore passo avanti verso il sociale perché la sanità negli anni è cambiata, cercando di prendersi cura totalmente del paziente che viene curato nel suo benessere fisico, psichico e sociale.

Soddisfatto il sindaco di Mondolfo Nicola Barbieri che commenta sottolineando “come sia una risposta importante per tutto il territorio che migliorerà i servizi socio sanitari dando una risposta ed un servizio alle persone più fragili”. Anche Roberta Galdenzi, dirigente e coordinatrice dell’Ambito, ribadisce il concetto di vicinanza alle famiglie grazie al lavoro svolto col Distretto Sanitario.

L’ Ambito territoriale 6, – sottolinea il presidente Dimitri Tinti -, “investe sui territori cercando sempre di qualificare, implementare e potenziare la presenza di uffici di prevenzione sociale. Un modo per costruire in maniera capillare una presenza significativa che possa dare risposte a chi è in difficoltà”. “Un punto di accesso significativo, – rimarca  Romeo Magnoni, direttore dell’ Area Vasta 1-, in quanto il personale sanitario in concerto con il personale sociale cercherà di dare risposte importanti a chiunque lo richieda”.

Cristiana Guerra

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