Tartaruga morta a Fosso Sejore

Tartaruga morta a Fosso Sejore

FANO – Continuano senza sosta le segnalazioni di tartarughe marine trovate morte lungo le spiagge dell’Adriatico. Quella mostrata in foto è stata trovata spiaggiata a Fosso Sejore, tra Fano e Pesaro martedì mattina. Da inizio gennaio, secondo i dati del portale Geocetus – progetto sviluppato dal Centro Studi cetacei Onlus di Pescara per creare una banca dati georeferenziata degli spiaggiamenti di cetacei e tartarughe marine lungo le coste italiane -, sono un’ottantina gli esemplari di Caretta Caretta trovati morti sulle spiagge del medio Adriatico: una trentina in Abruzzo, una quarantina nelle Marche, quattro in Molise e cinque in Emilia Romagna. Il numero è sicuramente più elevato in quanto quel dato si riferisce al mese di Febbraio.

Le tartarughe marine
Nel mondo esistono 7 specie di tartaruga marina:
〉 tartaruga olivacea
〉 tartaruga piatta
〉 artaruga bastarda
〉 tartaruga embricata
〉 tartaruga liuto
〉 tartaruga comune
〉 tartaruga verde.
Solo le ultime tre sono presenti nel mare adriatico ma è senza dubbio la tartaruga comune (Caretta caretta) la più frequente delle 3 ed è l’unica a deporre le uova in alcune spiagge dell’Italia.
Come tutti i rettili le tartarughe hanno sangue freddo il che le porta a prediligere le acque temperate. Respirano aria essendo dotate di polmoni, ma sono in grado di fare apnee lunghissime. Trascorrono la maggior parte della vita in mare profondo, tornando di tanto in tanto in superficie per respirare. In acqua possono raggiungere velocità superiori a 35 km/h, nuotando agilmente con il caratteristico movimento sincrono degli arti anteriori.
In estate, maschi e femmine si ritrovano nelle zone di riproduzione, al largo delle spiagge dove sono probabilmente nate. Hanno infatti una eccezionale capacità di ritrovare la spiaggia di origine, dopo migrazioni in cui percorrono anche migliaia di chilometri.
La tartaruga comune compie molti spostamenti a secondo delle stagioni, soprattutto per motivi alimentari. Lo studio dei loro spostamenti è possibile grazie alla messa in posa di antenne satellitare su tartarughe recuperate e rilasciate dopo le cure. (Fonte Parco San Bartolo )

Foto: Monica L.

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