Sette domande ai sette candidati a sindaco sul futuro del Carnevale di Fano

Sette domande ai sette candidati a sindaco sul futuro del Carnevale di Fano

FANO – Sette domande per sette candidati sindaco, per avere risposte sul futuro del Carnevale di Fano, manifestazione principe della città. L’iniziativa voluta dal presidente dell’Ente Carnevalesca Luciano Cecchini e da tutto il Consiglio, è stata avviata circa un mese fa quando a Mirco Carloni, Massimo Seri, Davide Delvecchio, Giancarlo D’Anna, Hadar Omiccioli, Luca Rodolfo Paolini e Daniele Sanchioni, è stata recapitata una mail con le 7 domande “chiarificatrici” (riportate al termine del comunicato) per sapere come ognuno di loro vorrà intervenire in futuro sul Carnevale.

A rispondere all’interrogatorio proposto dall’Ente Carnevalesca sono stati in sei: Hadar Omiccioli del “Movimento 5 Stelle”, Mirco Carloni della coalizione “La scelta giusta”, Davide Delvecchio di “Insieme per Fano”, Massimo Seri di “Fare Città”, Luca Rodolfo Paolini della “Lega Nord” e Giancarlo D’Anna “Lista D’Anna”. Nessuna risposta scritta è arrivata da Daniele Sanchioni di “Prima Fano” che però ha assicurato al presidente Luciano Cecchini il suo supporto al Carnevale di Fano.

BRAND – Il Brand di “Fano città del Carnevale” vede sulla stessa linea di pensiero sia Mirco Carloni, che ne rivendica la paternità di Alberto Santorelli, sia Davide Delvecchio il quale ne prevede il mantenimento e una maggiore promozione. A questi si aggiunge anche Massimo Seri che punta a rafforzarlo e Luca Rodolfo Paolini e Giancarlo D’Anna, entrambi a favore del brand. In disaccordo con gli altri candidati, Hadar Omiccioli, secondo il quale, “Fano città del Carnevale” fino ad ora è stato “solo uno spot elettorale della passata stagione amministrativa, mentre occorre ripartire dai contenuti”.

FONDI PUBBLICI – Tutti i candidati vedono invece il Carnevale come la manifestazione principale della città, una risorsa utile per l’economia cittadina, e credono che sia motore di un importante indotto turistico da sviluppare, ad esempio, come dicono Delvecchio ed Omiccioli, creando una città del Carnevale e un museo dedicato. Secondo Seri il turismo può ripartire anche dal Carnevale, D’Anna sottolinea la sua importanza occupazionale mentre Paolini crede sia giusto investire ma non con finanziamenti a pioggia.

INGRESSO A PAGAMENTO – I sei candidati sindaco sono in disaccordo, almeno in parte, sulla possibilità di reintrodurre un ingresso a pagamento. Voci fuori dal coro sono quelle di Hadar Omiccioli, Massimo Seri e Paolini secondo i quali la partecipazione dei visitatori deve rimare gratuita. Per Mirco Carloni la reintroduzione del biglietto permetterebbe un più ampio giro di affari, con maggiori incassi, da reinvestire sulla promozione, e maggiori opportunità di lavoro. Secondo Delvecchio un capillare tesseramento (chi è socio entrerebbe ai corsi mascherati in maniera gratuita) e il biglietto, potrebbero essere le soluzioni e anche D’Anna non è contrario all’ingresso a pagamento.

MANIFESTAZIONE PRINCIPALE DELLA CITTA’? – Tutti sono concordi sull’importanza della manifestazione che rimane la più importante della città.

ASSOCIAZIONISMO O FONDAZIONE? – Tutti d’accordo sul fatto che il Carnevale debba continuare ad essere gestito in forma associazionistica ma c’è chi, come Carloni, è aperto a valutare altre possibilità giuridiche per avere una struttura ancor più organizzata. Dello stesso avviso anche Paolini e D’Anna che non escludono di poter valutare in futuro anche altre ipotesi e anche Seri ritiene opportuno un approfondimento sulla questione.

TRADIZIONE – In 5 credono che il tradizionale corso mascherato debba rimanere sullo stesso percorso ma non escludono alcune modifiche e varianti. Omiccioli, ad esempio, vede bene la promozione di attività collaterali che coinvolgano tutta la città mentre Delvecchio, un coinvolgimento più attivo dei quartieri. Per Carloni e Seri il corso deve mantenere i suoi tratti caratteristici ma innovazioni devono essere fatte sulla promozione. D’Anna sottolinea come tradizione e innovazione non siano incompatibili. Più “conservatore” invece Paolini secondo il quale la tradizione è parte integrante del successo del Carnevale di Fano.

FANO DEI CESARI – In 4, credono che la “Fano dei Cesari” debba avere una forte connotazione culturale. Omiccioli e Delvecchio programmano un coinvolgimento del Centro Studi Vitruviani e della Colonia Julia Fanestris mentre Carloni indica l’evento come giornata conclusiva di un mese dedicato alla romanità con tanto di corsa delle bighe e un nuovo progetto di partecipazione popolare dal titolo “Quartiere mio, città nostra” per ridare spazio ai quartieri. Sulla stessa lunghezza d’onda anche Delvecchio che prevede una mobilitazione dei cittadini suddivisi in fazioni. Seri infine vorrebbe ripristinarla esaltando la classicità di Fano. Concorde al suo ripristino anche Paolini e D’Anna con quest’ultimo che ritiene sia utile però rivederne i costi con degli accorgimenti.

 

Queste le domande poste all’attenzione dei candidati a sindaco:

-Il Brand “Fano città del Carnevale” istituito con apposita delibera consiliare dall’attuale amministrazione “rischia” di essere cancellato o potrà continuare a caratterizzare la manifestazione con la città?

-Ritiene che investire sulla manifestazione sia inutile distrazione di fondi pubblici, sempre più scarsi, o costituisce una risorsa utile per l’intera economia cittadina: far lavorare le giovani maestranze, gli operatori turistici e commerciali, promuovere turisticamente e culturalmente la città?

-Il Carnevale può e deve continuare ad essere la manifestazione principale della città o un’iniziativa comprimaria ad altre?

-L’intervento pubblico deve costituire una necessità impellente alla sopravvivenza della manifestazione e contestualmente continuare a garantire l’ingresso gratuito a beneficio delle comunità e dei numerosi turisti o deve sostenersi attraverso forme di autofinanziamento tra cui la reintroduzione dell’ingresso a pagamento?

-Il Carnevale più antico d’Italia può continuare ad essere gestito in forma associazionistica e sostenuto da volontari appassionati o subire un adeguato aggiornamento attraverso la creazione di appositi organismi più attuali come Fondazione e quant’altro?

-La manifestazione così com’è sviluppata nel tradizionale percorso e circolazione può continuare nel segno della tradizione o deve trovare secondo lei altre soluzioni innovative?

-La “Fano dei Cesari” manifestazione che ha caratterizzato nel corso degli ultimi anni, seppur a fase alterne, la stagione estiva fanese con eventi culturali, ludici, enogastronomici e con ampia partecipazione popolare può e deve rappresentare per la città un segno di riconoscimento delle sue origini romane e quale deve essere la sua appropriata articolazione?

 

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  1. Ma per il carnevale estivo?

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