Segretario provinciale Siulp Lanzi: “Emergenza profughi: nessun controllo sanitario”

Segretario provinciale Siulp Lanzi: “Emergenza profughi: nessun controllo sanitario”

PESARO – PESARO – “Stanotte è arrivato a Pesaro l’ennesimo massiccio contingente di profughi. Purtroppo, le previsioni indicano che ve ne saranno molti altri.
Dal 24 marzo, giorno nel quale anche nel nostro territorio sono cominciati ad arrivare profughi chiedenti asilo,
ne sono arrivati a Pesaro ben 440. Nessuno si sogna di mettere in discussione il dovere umanitario di salvare e soccorrere uomini, donne e bambini in fuga da paesi ove guerre, malattie e fame mietono migliaia di vittime ogni giorno. Quello che contestiamo è il fatto che siamo costretti a lavorare senza adeguati protocolli di tutela sanitaria.
Le nuove direttive ministeriali prevedono che i profughi appena sbarcati siano immediatamente trasferiti presso varie Questure italiane, tra le quali Pesaro, per essere sottoposti alle procedure di identificazione e fotosegnalamento.
E’ evidente, basterebbe il buon senso ad indicarlo, che è indispensabile, prima di farli entrare negli Uffici di una Questura frequentati giornalmente anche dai cittadini, eseguire degli accertamenti medico sanitari sullo stato di salute di questi stranieri, soprattutto al fine di scongiurare che siano affetti da malattie di carattere contagioso. Proprio per tale motivo, tutte le altre Questure, a cominciare dalle vicine Rimini ed Ancona, sottopongono preventivamente i profughi ad accurati controlli da parte di medici dell’Ospedale e delle competenti autorità sanitarie. Altresì, a Pesaro, i profughi vengono immediatamente condotti nei nostri Uffici senza nessuno screening sanitario, a parte quello superficiale e sommario svolto al momento del loro sbarco. E’ incredibile la leggerezza o l’incompetenza con la quale siamo mandati allo sbaraglio quando basterebbero pochi accorgimenti organizzativi per rendere le procedure funzionali e soprattutto sicure per la salute degli operatori e dei cittadini. Possibile che nessuno nei nostri vertici istituzionali locali o qualcuno in sede di Comitato per l’Ordine e la Sicurezza Pubblica abbia pensato di sottoporre ad adeguati controlli sanitari profughi provenienti da paesi e regioni ove malattie contagiose gravi e spesso anche fatali per l’uomo sono purtroppo largamente diffuse? Prima di prendere provvedimenti, come purtroppo spesso accade, aspettiamo il verificarsi dei primi casi di tubercolosi o di scabbia? Inoltre, la nostra Questura, come tante altre, non può essere considerata alla stregua di un Centro di Identificazione ed Espulsione: non vi sono locali idonei per accogliere i profughi. Gli stessi locali ove questi extracomunitari vengono sottoposti al foto segnalamento non hanno adeguati impianti di aerazione e le uniche protezioni che sono state fornite ai poliziotti sono delle semplice mascherine. Questa mattina i profughi sono stati ammassati nell’Ufficio della Squadra Volante dove tutti i giorni i colleghi lavorano per redigere le loro relazioni o accompagnano fermati o cittadini per assumere informazioni.
Per la tutela dei rischi e della salute dei lavoratori sono previste delle sanzioni anche di carattere penale: nel
caso questa situazione dovesse protrarsi denunceremo quanto sta avvenendo alle autorità competenti.”

IL SEGRETARIO PROVINCIALE SIULP
PESARO – URBINO
Marco LANZI

Condividi:

Rispondi