Pesaro prima città italiana su Google trend, Ricci: “Sarà dentro il city brand, diventerà la nostra cartolina ovunque”

Pesaro prima città italiana su Google trend, Ricci: “Sarà dentro il city brand, diventerà la nostra cartolina ovunque”

PESARO – Matteo Ricci entra in conferenza stampa con la classifica delle parole dell’anno più cercate dagli italiani su Google. In ordine sparso e temi distinti: Cristiano Ronaldo, iPhone6, mondiali 2014, Milan-Juventus, Miss Italia. E Pesaro, nella categoria ‘meta di vacanze’, prima città italiana, al terzo posto assoluto dietro Gozo (Malta) e Sochi (Russia). «Le ironie sul sindaco-comunicatore? Tutto legittimo. Ma ora quanto vale la strategia, in termini economici, e per di più a gratis? Chi se ne intende dice milioni di euro». E come spesso gli accade il sindaco non sceglie il surplace: «Google, che non può essere di certo accusato di faziosità territoriale o politica, certifica che siamo stati nel 2014 la prima città italiana, in termini di trend di contatti e ricerche, come destinazione turistica. Ho parlato al telefono con il responsabile di Google Italia: mi ha confermato che la motivazione principale è stata l’allungamento della stagione».

Biglietto da visita. Il rilancio è immediato: «La prima applicazione del city brand, che uscirà a gennaio, conterrà la dicitura ‘prima città italiana su Google trend’. Deve diventare il nostro biglietto da visita in Italia e nel mondo. Stamperemo adesivi e li metteremo nelle vetrine di alberghi, ristoranti, stabilimenti. Lo ripeto se non si fosse capito: quanto ha prodotto in termini economici, la strategia di comunicazione, a gratis?». L’inciso del sindaco: «La direzione è giusta. Se non comunichi non esisti. Automaticamente arriveranno i turisti? No. Abbiamo risolto i nostri problemi? No. C’è un mare di lavoro da fare, i risultati si vedranno nel tempo». Ma Ricci, affiancato da Daniele Vimini e Enzo Belloni, traccia la linea: «Non molleremo di un centimetro. Sappiamo quanto valiamo, il punto è che dobbiamo farci conoscere di più. E da oggi siamo molto più conosciuti che in passato. Una cosa mai accaduta a una città delle Marche né delle dimensioni di Pesaro, al di là delle nostre più rosee aspettative. Abbiamo acceso un riflettore e dobbiamo insistere su questo trend».

Percorso. Parentesi per riavvolgere il filo sui mesi di stagione lunga, sole assicurato, Pesaro città della musica. Prima dell’analisi conclusiva: «E’ una questione di competitività del territorio. L’80 per cento dei turisti sceglie la meta di vacanza su internet. In sei mesi abbiamo ottenuto questo risultato: se fosse successo da un’altra parte, probabilmente avrebbero festeggiato in piazza». Puntualizza: «Noi siamo bravi a dirci solo cosa non va, però bisogna uscire dal provincialismo ‘benaltrista’. Accetto tutte le critiche, ma poi bisogna fare squadra insieme. Altrimenti gli sforzi di tutti, operatori compresi, sono vani». Sgombra il tavolo: «Dicono che è stato per caso, per la cronaca nera? La categoria è ‘meta di vacanza’. E la cronaca nera c’è stata nel 2013. Si mettano l’anima in pace. Comunicare è la mia ambizione? In realtà è quella della città. E anche a chi sta antipatico il sindaco, può risultare simpatica la città». Precisa: «Stiamo faticosamente cercando di ristrutturare l’economia della città. Parliamo di potenziali posti di lavoro». E sul city brand: «Ho difeso The Garage Creative Studio: quando scommetto sui giovani lo faccio fino in fondo. Si parla tanto di ragazzi: una volta che l’amministrazione punta sui di loro, e non sui soliti noti, tutti a sparargli addosso. Oggi è toccato a The Garage, la prossima volta toccherà ad altri. Ma io voglio dare opportunità in questa città. Dobbiamo rompere i nostri elementi di conservazione». Chiude così: «La prima applicazione conterrà il risultato di Google. Adesso voglio vedere un’altra città che riuscirà a copiarci…».

logo city brand Pesaro

Condividi:

Rispondi