Pesaro, Comune “riciclone” Primo capoluogo nelle Marche ad aver superato il 65% di raccolta differenziata

Pesaro, Comune “riciclone”  Primo capoluogo nelle Marche ad aver superato il 65% di raccolta differenziata

Questa mattina, il Comune di Pesaro è stato premiato come “Comune riciclone” da Regione Marche e Legambiente in quanto nel 2013 ha superato l’obiettivo di raccolta differenziata del 65%.
Menzione speciale, durante la premiazione, è stata fatta per la città di Pesaro per due meriti:
– essere l’unico capoluogo della Regione Marche ad aver superato l’obiettivo di raccolta differenziata del 65%
– essere l’unica città della provincia di Pesaro e Urbino con oltre 30.000 abitanti ad aver superato l’obiettivo di raccolta differenziata del 65% (i dati raccolti negli anni hanno infatti evidenziato che le città di medie e grandi dimensioni hanno più difficoltà nell’organizzare un sistema di raccolta differenziata efficiente, rispetto a quelle piccole, ma l’apporto che possono dare nella lotta all’inquinamento è di notevole dimensione).
Forte accento è stato posto, durante la premiazione, sulla lotta allo spreco alimentare con l’obiettivo di raggiungere una riduzione del 30% di sprechi entro il 2025 e in questo contesto è stata segnalata come buona pratica l’iniziativa del Comune di Pesaro di distribuire gratuitamente alla cittadinanza oltre 1000 “good-food-bag” (sacca alimentare per cibo avanzato da pasti consumati fuori casa) per contribuire a ridurre gli sprechi alimentari nei ristoranti.
“Siamo orgogliosi di questo risultato – commenta l’assessore alla Sostenibilità Rito Briglia che ha ricevuto il premio a nome dell’Amministrazione comunale – frutto del lavoro di tante persone, a partire da tutti i cittadini di Pesaro che ogni giorno applicano una gestione sostenibile dei rifiuti con grande senso civico. Questo premio è una spinta a fare sempre meglio. E i finanziamenti che il Comune riceverà dalla Regione come premio per questo risultato verranno investiti per continuare il percorso di lotta allo spreco alimentare, di cui la good-food-bag è solo l’inizio”.

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