For-Bici : “A Fano, niente di nuovo sul fronte ciclopedonale” – VIDEO

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FANO – “Almeno per ora. Forse è ancora presto per avere un deciso “cambio di passo” nell’azione amministrativa ma è innegabile una certa delusione per la lentezza di azioni che richiedono solo volontà politica.”

“Come mai a Pesaro certe cose si possono fare e a Fano no? Perché a Fano ognuno può fare quel che vuole infischiandosene del Codice della strada? Perché, specialmente nelle mattine di mercoledì e sabato, è una scommessa tornare a casa sano e salvo per chi si muove a piedi o in bici?”

“E’ vero che ci vuole tempo per rivedere la macchina organizzativa; che c’è da fare un lavoro immenso per rimediare al degrado della città; che le risorse non bastano per fare tutto quello che ci vorrebbe; ma, per dare un segnale di svolta qualcosa si può fare subito e a costo zero.”

“Per esempio, è ora di controllare bene l’accesso per il carico/scarico delle merci in centro storico, far rispettare almeno i (pochi) limiti di 30 km/h esistenti ma soprattutto smettere di ‘chiudere un occhio’ nei confronti di chi non rispetta il Codice della strada; dare il segnale che non tutto è permesso permetterebbe anche di trovare le risorse per rendere le strade più sicure.”

“Tutto questo in attesa di un provvedimento che già da solo risolverebbe alla fonte tanti problemi: dotare la città di marciapiedi o percorsi pedonali protetti, veri e propri salvavita.”

“Quindi, non esistono più alibi per una svolta attesa da anni; si può cominciare facendo diventare tutto il Centro storico un’unica ZTL, un provvedimento meno complesso di quanto si crede anche perchè nelle immediate adiacenze sono stati fatti tutti i parcheggi possibili e immaginabili; oltretutto, le strade non ce la fanno più a sostenere il peso dei mezzi a motore e prima o poi potrebbero collassare, come fanno sospettare i numerosi avvallamenti della pavimentazione.”

“Nessuno può ragionevolmente opporsi a questo; le grandi città europee limitano l’uso delle auto private e scelgono la “mobilità dolce”; aziende grandi e piccole incentivano i propri dipendenti a recarsi al lavoro con i mezzi pubblici o in bici lasciando l’auto a casa; addirittura (Bologna insegna) sono gli stessi commercianti a richiedere la pedonalizzazione degli spazi urbani perché si rendono conto che una città più sicura e accogliente favorisce l’afflusso dei cittadini e quindi gli affari.”

“Cosa si aspetta? E, se non ora, quando?”

FOR-BICI
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