D’Anna lancia la sua idea di “partecipazione attiva dei cittadini”

D’Anna lancia la sua idea di “partecipazione attiva dei cittadini”

FANO – Un impegno concreto fattibile immediato che ci sentiamo di garantire da subito: Partecipazione attiva dei cittadini. Si tratta di un importante strumento  che rivoluziona il rapporto Comune e Cittadini redatto nell’ambito del progetto “Le città come beni comuni” che intendiamo adottare come primo atto della prossima Amministrazione di Fano.

L’idea nasce dopo aver partecipato all’interessante incontro tenutosi presso la sala della Fondazione Cassa di Risparmio di Fano con il Professor Zamagni. Durante l’incontro sono emerse molte idee e proposte interessanti. Una di queste in particolare, concretizzata dal Comune di Bologna e consultabile al sito http://www.cittabenicomuni.it/bologna/ ,  è in sintonia con alcune proposte che abbiamo inserito nel nostro programma elettorale completandole.

COS’E’ E COSA SI PROPONE IL REGOLAMENTO SULLA COLLABORAZIONE TRA CITTADINI E AMMINISTRAZIONE PER LA CURA E LA RIGENERAZIONE DEI BENI COMUNI URBANI?

 Il “regolamento  sulla collaborazione tra cittadini e amministrazione per la cura e la rigenerazione dei beni comunali urbani” è un interessante e moderno strumento che mette a stretto contatto la volontà e la collaborazione dei cittadini con l’amministrazione locale al fine di operare assieme per la tutela e la salvaguardia dei beni comuni urbani. Tale collaborazione va intesa come concreta manifestazione della partecipazione alla vita della comunità e strumento per il pieno sviluppo della persona umana. La partecipazione sarà estesa quindi a tutti, persone singole ed associazioni, a prescindere dalla loro natura imprenditoriale o con vocazione sociale, e potrà essere usata anche come misura alternativa alla pena detentiva e alla pena pecuniaria o come servizio civile.

Lo strumento con cui il Comune e i “cittadini attivi” concordano tutto ciò che è necessario per realizzare gli interventi stabiliti è detto “Patto di Collaborazione”. Il contenuto del patto varia in relazione al grado di complessità degli interventi concordati definendone gli obiettivi, la durata, la modalità di azione e di fruizione collettiva, offrirà le garanzie di copertura ad eventuali danni a persone o cose, la trasparenza e la finalità dell’operato, l’affiancamento di personale e strumenti del comune nonché garantirà la vigilanza ed il rispetto delle regole.

Gli interventi saranno finalizzati a integrare o migliorare gli standard manutentivi garantiti dal Comune o migliorare la vivibilità e la qualità dei “beni comuni” intesi come beni, materiali, immateriali e digitali riconosciuti essere funzionali al benessere individuale e collettivo.

Per attivare gli interventi e la collaborazione il Comune quindi si farà promotore:

  • Della crescita e sviluppo sociale e dei servizi collaborativi (creazione di servizi che soddisfino bisogni ed attivino nel contempo legami sociali e forme inedite di collaborazione; innovazione sociale per la produzione di nuovi servizi che rispondano adeguatamente alla emersione di nuovi bisogni; incentivare la nascita di cooperative, imprese locali e start-up a vocazione sociale)
  • della creatività urbana (Il Comune promuove la creatività, le arti, la formazione e la sperimentazione artistica come uno degli strumenti fondamentali per la riqualificazione delle aree urbane o dei singoli beni, per la produzione di valore per il territorio, per la coesione sociale e per lo sviluppo delle capacità. A tal pratica il Comune identificherà degli spazi ed immobili di proprietà che potranno essere destinati a usi temporanei.)
  • Innovazione digitale (Il Comune favorisce l’innovazione digitale attraverso interventi di partecipazione all’ideazione, al disegno e alla realizzazione di servizi e applicazioni per la rete civica da parte della comunità, con particolare attenzione all’uso di dati e infrastrutture aperti, in un’ottica di beni comuni digitali.)

Al fine di semplificare il rapporto con i “cittadini attivi”, il Comune dovrà individuare una struttura incaricata alla gestione delle proposte di collaborazione che provvederà direttamente all’attivazione degli uffici interessati, costituendo per il proponente l’unico interlocutore nel rapporto con l’amministrazione. Ovviamente la proposta di collaborazione dovrà avere il consenso del Comune, che ne valuterà la fattibilità.

La Giunta avrà anche il compito di pubblicizzare gli interventi realizzati, dovrà monitorare e proporre periodicamente, in modo trasparente ed aperto ed in base a valutazioni del Consiglio Comunale e all’esito di procedure partecipative, le aree ed i beni che si prestano ad operazioni di cura e manutenzione. Al fine di incentivare gli interventi potranno anche essere proposti esenzioni ed agevolazioni in materia di canoni e tributi locali, fornire accesso agli spazi comunali, semplificazioni amministrative e procedurali, materiali di consumo, informazioni sui rischi e dispositivi di protezione individuale, affiancamento nella progettazione e risorse finanziarie.

Essendo la natura degli interventi varia ed eterogenea, il Comune riconosce e promuove la formazione come strumento capace di orientare, sostenere, documentare e prevenire il rischio di tutte le azioni proposte dai “cittadini attivi”, fornendo loro le competenze dei propri dipendenti e fornitori, e favorisce l’incontro con le competenze presenti all’interno della comunità e liberamente offerte, anche con il coinvolgimento e collaborazione strategica delle scuole ed Università.

Fonte: “REGOLAMENTO SULLA COLLABORAZIONE TRA CITTADINI E AMMINISTRAZIONE PER LA CURA E LA RIGENERAZIONE DEI BENI COMUNI URBANI” Comune di Bologna

 Giancarlo D’Anna e la sua squadra.

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