Carne bovina infetta, sequestri anche a Pesaro. Carne mai arrivata ai consumatori

Carne bovina infetta, sequestri anche a Pesaro. Carne mai arrivata ai consumatori

Carabinieri del Comando per la Tutela della salute stanno eseguendo 78 decreti di perquisizione e sequestro in diverse provincie da nord a sud nell’ambito di un’indagine, denominata ‘Lio’ e condotta dal Nas di Perugia,
relativa all’illecita commercializzazione di bovini infetti, con marchi auricolari contraffatti e dichiarati falsamente di razza pregiata. L’operazione è condotta nelle provincie di Arezzo, Avellino, Bari, Foggia, L’Aquila, Latina, Lodi, Matera, Padova, Perugia, Pesaro Urbino, Pistoia, Potenza, Ravenna, Rieti, Roma, Siena, Terni, Torino, Verona e Viterbo.

NO CONTAGIO UOMO –  Viene scongiurato dalla cottura o dal congelamento della carne l’eventuale rischio contagio per l’uomo per i bovini malati al centro di un’indagine dei carabinieri del Nas di Perugia. Lo ha assicurato il comandante, il capitano Marco Vetrulli nel corso della conferenza stampa nella quale oggi è stata illustrata l’indagine. Dagli accertamenti è emerso che venivano vendute come pregiate, talvolta anche chianine, carni in realtà di animali di razze meticce. I militari – e’ stato spiegato – hanno ricostruito la filiera dei trasferimenti dei bovini da una regione all’altra. Dopo i primi 500 capi abbattuti sono ora in corso accertamenti sanitari  su altri 100 animali rintracciati con la documentazione risultata irregolare.  Gli accertamenti sono iniziati tre anni fa quando scoppiarono quattro focolai tra Perugia e Todi. Le ulteriori verifiche avrebbero consentito di ricostruire i passaggi dei bovini da una  regione all’altra – e’ stato detto – anche grazie alla complicita’ di alcuni veterinari. A discapito dell’ultimo acquirente che comprava gli animali credendoli di razze pregiate.

CARNE MAI ARRIVATA AI CONSUMATORI – Non è mai arrivata ai consumatori la carne dei bovini infetti individuati nell’ambito di un’indagine dei carabinieri del Nas di Perugia. A sottolinearlo sono gli stessi investigatori. Nella prima fase dell’operazione denominata Lio, nel 2011, i militari hanno infatti sequestrato 500 bovini vivi subito abbattuti e distrutti.

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