Albero di Natale, Confcommercio: “La protesta della Cisl è una polemica politica”

Albero di Natale, Confcommercio: “La protesta della Cisl è una polemica politica”

FANO – “La CISL di Fano se la prende pure con l’Albero di Natale. Una protesta quella del sindacato che ha il sapore di una polemica politica che prende a pretesto il Natale. Chiariamo che il bilancio per queste festività è di circa 60mila euro di cui la quota di 21mila è del Comune mentre le altre entrate a copertura sono della ProLoco, Confcommercio, Confesercenti e dei commercianti del centro storico e di alcuni sponsor. In questo bilancio non c’è solo l’albero natalizio di piazza XX settembre, ma sono contemplate la festa dell’Epifania, la festa per l’ultimo dell’anno, gli spettacoli a teatro, il mercatino di natale, e l’illuminazione del centro e dei quartieri. Quindi prendersela con l’albero è davvero pretestuoso. Ricordiamo inoltre che l’albero di Del Signore è riutilizzabile perchè artificiale e rappresenta un cambiamento di mentalità. E’ stata abbracciata la filosofia di una città che ricicla, che non spreca, che è solidale. Per queste festività Il Comune ha impegnato gli stessi soldi dell’anno passato ma già nel 2015 un grosso sacrificio è stato fatto. E’ stata cancellata la Fano dei Cesari e tutti d’accordo si è preferito rinunciare ad un impegno di 130mila euro tanto costava la manifestazione. Una rinuncia antieconomica perché la manifestazione era stata venduta ad importanti tour operator che poi hanno disertato Fano. Quindi un taglio doloroso ma condiviso perchè dettato dai forti tagli ai servizi sociali. Di fronte a necessità e bisogni dei cittadini e di una economia che stenta non possiamo regredire ma dobbiamo cercare con poca spesa di rilanciare i consumi. Natale, addobbi, luci e Albero fanno parte di una economia commerciale e della maggiore festività della nostra comunità. Come Confcommercio accusiamo nel comparto turistico e commerciale la chiusura di alberghi e negozi con perdita di posti di lavoro anche di dipendenti che forse qualcuno è rappresentato da CISL. Potremmo non fare nulla e deviare i nostri consumi natalizi a Rimini, Riccione, Cattolica e Senigallia, poi ai nostri dipendenti porteremo la CISL a dare spiegazioni del lavoro che cala e dei tagli sul personale già chiamato a grandi sacrifici. Quello che non è tollerabile è la miopia di chi, come Giovanni Giovanelli, vede solo una città piegata su se stessa. Di profeti di sventure ne abbiamo in abbondanza per cui non sentiamo la mancanza di queste prefiche vestite da sindacalisti che piangono sul cadavere della nostra economia; ne facciamo volentieri a meno”.

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