Aggressione in carcere a Fossombrone, dura protesta del Sappe

Aggressione in carcere a Fossombrone, dura protesta del Sappe

FOSSOMBRONE – Permane alta la tensione nelle carceri delle Marche. “Una situazione allucinante, tanto più grave se si considera che questa è l’ennesima aggressione che avviene in un carcere delle Marche contro appartenenti alla Polizia Penitenziaria: si pensi che nel 2015 abbiamo contato in tutte le carceri regionali ben 79 colluttazioni e 7 ferimenti”, commenta Nicandro Silvestri, segretario regionale per le Marche del Sindacato Autonomo Polizia Penitenziaria SAPPE, il primo e più rappresentativo della Categoria. “Ieri mattina, nella Casa di Reclusione di Fossombrone, un detenuto di origine marocchine ha aggredito un poliziotto penitenziario senza alcun motivo. L’energumeno, di 22 anni e con un fine pena a giugno 2018 per i reati di rapina e resistenza a pubblico ufficiale, ha colpito con inaudita violenza l’Agente in servizio tanto da farlo ricorrere alle cure dei sanitari presso il pronto soccorso dell’ospedale civile della zona. 15 i giorni di prognosi e 3 punti di sutura all’interno del labbro. Il SAPPe, nel denunciare ancora una volta una aggressione ai danni del personale della Polizia Penitenziaria, esprime solidarietà al collega feriti e gli augura una veloce guarigione e ritorno in servizio”, conclude il leader marchigiano del SAPPE.
Donato CAPECE, segretario generale del SAPPE, sollecita Ministro e Capo DAP a intervenire,: “Quella di Fossombrone è l’ennesima grave e intollerabile aggressione da parte di un detenuto ai danni di un poliziotto penitenziario, al quale va la nostra solidarietà. La situazione nelle nostre carceri resta allarmante, nonostante si sprechino dichiarazioni tranquillanti sul superamento dell’emergenza penitenziaria: la realtà è che i nostri poliziotti continuano ad essere aggrediti senza alcun motivo o ragione.. E’ solo grazie ai poliziotti penitenziari, gli eroi silenziosi del quotidiano a cui va il ringraziamento del SAPPE per quello che fanno ogni giorno, se il numero delle tragedie in carcere è fortunatamente contenuto. Ma è evidente a tutti che è necessario intervenire con urgenza per fronteggiare le costanti criticità penitenziari, a cominciare dal ripianamento delle carenze organiche dei Reparti di Polizia Penitenziaria delle Marche”.

Donato Capace
segretario generale Sindacato Autonomo Polizia Penitenziaria

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  2. se il signor marocchino, come tutti gli altri stranieri scontassero le pene nei propri paesi di appartenenza, ci sarebbero carceri meno affollate e meno spese che l’Italia. Italia che spende tanto per le carceri soprattutto con gli stranieri che le affollano per almeno il 60% .

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