“Vizi o virtù?” Quarta edizione del progetto “Poesia e teatro” all’I.T.I.S. “E. Mattei” di Urbino

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URBINO – A conclusione dell’anno scolastico all’ITIS “Mattei” di Urbino è andato in
scena lo spettacolo “Vizi o virtù?”. Si tratta di un appuntamento, ormai canonico,
legato al progetto “Poesia e teatro” che l’istituto segue da tempo e che ha visto negli
anni un sempre più gioioso entusiasmo di pubblico e la convinta partecipazione dei
ragazzi, per la regia della prof.ssa Sonia Giacomini. Per un giorno – ma quante prove e
quanta dedizione – gli alunni di varie classi diventano musicisti, ballerini, attori,
cantanti, mimi e fotografi ad animare un palcoscenico a misura propria, dove ognuno
diviene protagonista e nel contempo leva imprescindibile di un sistema d’insieme: lo
spettacolo, appunto.
Quest’anno, il tema scelto “Vizi o virtù?”, con l’interrogativo, rappresentato
dai musicisti, che suona proposta o, più semplicemente, dilemma irrisolto, ha voluto
proporre l’etica come scala valoriale imprescindibile, anzi, come la scala per eccellenza:
quella classica, per intenderci, che parte da San Tommaso e ci impegna ancora e
sempre, tutti i giorni, ogni volta. Così, in scena, sono andati la pazienza e l’ira, la gola e
la temperanza, l’accidia e la solerzia, la superbia e l’umiltà, la lussuria e la purezza,
l’avarizia e la generosità, l’invidia e la carità. La sapiente sceneggiatura ha alternato
momenti di recitativo tramite figure a specchio in tensioni contrapposte; ha dosato
parole, gesti e azioni; ha calibrato posture, colori e modulazioni; ha declinato le abilità
dei ragazzi cogliendone le salienze, aggiustandone gli impacci, limando le timidezze; ha
creato tableau vivant ; ha fatto ballare, recitare, suonare. Ha decorato l’aula di cartelli
programmatici, di poesie e fotografie a tema. Ha studiato installazioni: interessanti i
tavolinetti di gasbeton e legno con scritto l’invito a decidersi fra vizio e virtù, sopra i
quali, il singolo alunno simbolicamente mascherato da vizio o da virtù ha deposto un
oggetto rappresentativo della scelta. Ha disegnato lo spazio, regolato i tempi, prodotto
cariche di vitalismo intelligente, mosso le singole personalità a darsi con stile e misura.
Quello che ne è derivato è stato puro teatro dove s’è persa quasi subito la percezione
di un copione e di un allestimento, e il senso di naturalezza dato dalla realtà di
situazioni e scene ha fatto il piccolo miracolo: ha prodotto curiosità. Attratto dalla
verità, il pubblico ha così mantenuto un costante contatto con la scena, ascoltando e
guardando con piacere fino alla sorpresa finale quando un riff ripetuto da più
strumenti musicali, entrati da cinque porte diverse, ha formato un crescendo continuo
di suoni che hanno emozionato e ricordato il musical e metaforicamente il dubbio che
assale in modo prepotente ogni uomo.
Ringraziamo la Preside, Prof.ssa Silvia Gelardi, che da tempo sollecita, cura e
prevede una didattica a tutto tondo volta a formare alunni specializzati nel campo
tecnico-scientifico, così come è nello statuto della scuola; ma anche sensibili, di
necessità, ai richiami dell’arte e della bellezza, così come una formazione completa
richiede, per bisogno di rilievo umanistico. Per la vita.
Un grazie specialissimo, infine, da godersi per intero e in orgogliosa posizione
di spicco, alla regista prof.ssa Sonia Giacomini, che ha saputo far crescere di anno in
anno il progetto “Poesia e teatro”, selezionando opportunamente il tema, scandendo
canovacci e interventi, decidendo scenografie e prestazioni, lavorando di concerto, di
pazienza, di attenzione e di bulino. Sui ragazzi. Per i ragazzi.
Al prossimo anno.

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