Vendemmia 2026, Coldiretti Marche: “Siamo in anticipo di una settimana”

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MARCHE – La vendemmia marchigiana 2026 partirà con una settimana di anticipo rispetto allo scorso anno. È il grande caldo dell’estate ad aver accelerato la maturazione delle uve, spingendo molte aziende vitivinicole a inaugurare già dai primi giorni della prossima settimana la raccolta delle prime varietà destinate alle basi spumante, in particolare Pinot Nero e Chardonnay. Dal 24 agosto, invece, la vendemmia entrerà nel vivo coinvolgendo progressivamente tutti i principali areali vitati della regione. Sarà, dunque, una vera e propria “Vendemmia di San Lorenzo”, sempre più anticipata rispetto al calendario tradizionale. L’avvio precoce della raccolta rappresenta uno degli effetti più evidenti dei cambiamenti climatici, che negli ultimi anni stanno modificando i tempi della viticoltura. L’obiettivo dei produttori è di intervenire nel momento ottimale di maturazione e ottenere comunque un prodotto di qualità.

Da quest’ultimo punto di vista, le prospettive restano sostanzialmente in linea con il 2025. Nelle Marche si attendono infatti circa 870 mila ettolitri di vino, un volume analogo a quello dello scorso anno, nonostante i danni provocati localmente dalle grandinate estive che, in alcune aziende, hanno compromesso anche il 90% della produzione. La regione può contare su circa 18 mila ettari di vigneto, dei quali oltre 12 mila destinati a produzioni di qualità Doc, Docg e Igt, confermando una forte vocazione verso le denominazioni di pregio.

Ma la sfida della viticoltura marchigiana non riguarda soltanto il clima. A preoccupare il comparto sono soprattutto le giacenze di vino e il rallentamento dei consumi, in particolare tra le giovani generazioni. Per questo Coldiretti Marche nei giorni scorsi ha chiesto alla Regione di adottare una strategia che punti meno sulla quantità e sempre più sulla qualità, attraverso una revisione delle rese produttive, una mappatura aggiornata del vigneto regionale e strumenti capaci di riequilibrare il mercato.

“Coldiretti ha avviato nei mesi scorsi una campagna di ascolto dei produttori vitivinicoli – spiegano dall’organizzazione agricola – dalla quale è nato il Piano strategico nazionale di un settore chiamato a ripensare il proprio futuro. Una sfida che nelle Marche passa dalla capacità di coniugare tradizione e innovazione, valorizzando un patrimonio vitivinicolo che continua a rappresentare uno dei simboli dell’agricoltura regionale”.

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