Vaccini, Saltamartini: “Grazie a sacrifici, le Marche al quarto posto in Italia”

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MARCHE – “I familiari delle persone disabili hanno iniziato un percorso di vaccinazione a marzo. Si trattava e si tratta di coloro che dovevano essere vaccinati poichè accompagnavano i loro cari negli Ospedali per le terapie (es persone trapiantate, in attesa di trapianto e dializzati) e non potevano entrare con il sospetto che potessero essere positivi. Siamo stati tra i primi in assoluto in Italia ad aver avviato questo trattamento”. Così l’assessore regionale alla sanità Filippo Saltamartini che sul profilo Facebook è tornato ad aggiornare i marchigiani sull’avanzamento del piano vaccinale.
“Per questa ragione – spiega l’assessore – i familiari o caregiver sono stati organizzati nella linea di vaccinazione come le persone a cui assicurano assistenza e non organizzati nei Palazzetti, bensì trattati dall’Asur che nelle Marche gestisce la maggior parte dei plessi ospedalieri. Tuttavia la quantità di vaccini importante è arrivata nella nostra Regione ad aprile 210.000 dosi e arriverà a maggio con 220.000 sieri. Ma è evidente che per questa platea il processo di inoculazione richiede tempi più lenti rispetto ai punti di vaccinazione nei Palazzetti. Nella tabella che segue (Foto di copertina) si può constatare che i familiari di persone disabili che, solo in questa settimana sono aumentati di 5.000 nuove iscrizioni, continuano a ricevere il vaccino. Una settimana fa le persone vaccinate erano 12.000. Questa mattina risultano vaccinati 17.518 familiari”.
“Vorrei che si tenesse conto – prosegue Saltamartini – che le Marche sono sempre in testa a livello nazionale tra le prime regioni per efficienza tra dosi ricevute e dosi somministrate (oggi al 4 posto con 1 meno percento).
Sorge il sospetto che alcuni utilizzino questo processo di vaccinazione che è diverso dagli altri perchè diversa è la condizione delle persone da vaccinare per intentare un processo politico al sistema. Le critiche sono il sale della democrazia. Ma solo quando sono fondate su fatti oggettivi. E in questo momento c’è bisogno di riconoscere il merito di un apparato regionale, quello delle Marche, che se avesse i vaccini sarebbe in grado di inoculare 500.000 vaccini, in un solo mese tra palazzetti, medici di famiglia, ospedali, farmacie e punti nelle fabbriche. Tutto questo – conclude l’assessore – lo abbiamo creato con impegno e sacrifici e soprattutto è un merito di un’azione corale che non si riscontra in altre parti d’Italia. Forse sarà il caso di ricordarci che i marchigiani non sono secondi a nessuno”.

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