Tragedia evitata: ancora fiamme e fuoco in carcere. La denuncia del SAPPE

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PESARO – Le fiamme divampano per la sesta volta negli ultimi 5 mesi e per la terza dall’inizio dell’anno all’interno del carcere di Pesaro. La denuncia è del Sindacato Autonomo Polizia Penitenziaria SAPPE.

Spiega il Segretario Generale SAPPE Donato CAPECE: “Quel che accade all’interno del carcere di Pesaro è inquietante ed i numeri sono quelli di un fenomeno che, alimentato dall’effetto emulativo, ha ormai assunto le proporzioni dell’emergenza. Il copione si è ripetuto nella tarda mattinata di lunedì 23 marzo scorso all’interno della Prima sezione detentiva. Ancora una volta recitato da un detenuto di origine magrebina che, con la complicità di altri due ristretti connazionali, R.S. e B. Y., il primo dei quali già protagonista delle analoghe azioni delittuose dello scorso febbraio, si è reso responsabile dei reati di incendio, danneggiamento, violenza, minaccia a pubblico ufficiale e detenzione di armi da taglio. A.A classe 1986, allontanato da altri istituti regionali, è stato assegnato a Pesaro con il marchio della pericolosità. Una assegnazione che vede Villa Fastigi sempre come istituto detentivo che riceve i detenuti più problematici, con gravi ricadute sul servizio della Polizia Penitenziaria in termini di stress e operativià”.

Il SAPPE tira un sospiro di sollievo “per l’ennesima tragedia evitata dal coraggio e dalla professionalità degli uomini del Reparto di Polizia penitenziaria di Pesaro” ma solleva dubbi sull’Amministrazione penitenziaria regionale per la “sempre più confusionaria politica di gestione, movimentazione e assegnazione dei detenuti nei circuiti regionali, ammesso che di circuiti si possa parlare.
Il tutto mentre dall’Ufficio di sorveglianza cominciano ad arrivare, con il rigetto delle istanze di risarcimento avanzate per l’asserita sofferta condizione di sovraffollamento, le prime conferme a suggello dell’umanità del trattamento penitenziario dell’Istituto e del rispetto dei diritti inviolabili”.

Nicandro Silvestri, segretario regionale marchigiano del SAPPE, il primo e più rappresentativo dei Baschi Azzurri, sottolinea che “alla data del 28 febbraio scorso erano detenute a Pesaro 260 persone (927 erano quelle complessivamente presenti nelle carceri delle Marche). Negli ultimi dodici mesi del 2014, nel penitenziario pesarese, si sono contati 6 tentati suicidi di detenuti, sventati in tempo dai poliziotti. Per fortuna delle Istituzioni, gli uomini della Polizia Penitenziaria svolgono quotidianamente il servizio in carcere a Pesaro con professionalità, zelo, abnegazione e soprattutto umanità, pur in un contesto assai complicato per il ripetersi di eventi critici. Ma non si può e non si deve ritardare ulteriormente la necessità di adottare urgenti provvedimenti: non si può pensare che la gestione quotidiana delle costanti criticità del penitenziario di Pesaro e delle carceri delle Marche sia lasciata solamente al sacrificio e alla professionalità delle donne e degli uomini della Polizia Penitenziaria”.

Roma, 25 marzo 2015

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