MARCHE – Oltre cinquanta imprese scomparse in cinque anni e costi del carburante che continuano a comprimere margini e redditività. È l’allarme lanciato da CNA Fita Marche, che chiede misure urgenti a sostegno di Taxi e NCC (Noleggio con conducente), ma anche di bus turistici categorie strategiche per la mobilità di cittadini, turisti e imprese ma sempre più schiacciate dall’aumento dei costi di esercizio. L’appello arriva dai presidenti regionali di CNA Fita Taxi e CNA Fita NCC Auto, sulla scia delle richieste avanzate a livello nazionale ai ministri Salvini e Giorgetti. Secondo le elaborazioni del Centro Studi CNA Marche, tra il 2021 e il 2025 (ultimi dati disponibili), il comparto del trasporto privato non di linea ha registrato una significativa contrazione e dunque anche prima dell’aggravarsi della crisi carburanti:
- Taxi e NCC: -33 imprese in cinque anni (-12,1%)
• Bus turistici: -21 imprese (-29,6%)
• NCC Auto: -15 imprese (-16,1%)
• Taxi: lieve crescita complessiva (+3 imprese, +2,8%), ma con forti differenze territoriali.
Il calo più marcato riguarda le province di Fermo (-26,7%), Macerata (-23,7%) e Pesaro e Urbino (-10,1%).
«Nelle Marche – dichiara Simone Magellano, presidente CNA Fita NCC Auto Marche – il settore sta pagando un prezzo altissimo. In cinque anni abbiamo perso 15 imprese NCC, molte delle quali schiacciate da contratti stipulati prima della crisi energetica, con corrispettivi che oggi non coprono più i costi reali. Il taglio delle accise è stato utile ma insufficiente e migliaia di operatori sono rimasti esclusi dal credito d’imposta straordinario. È indispensabile un intervento dedicato che compensi almeno in parte la mancata revisione dei prezzi».nMagellano sottolinea la necessità di misure mirate: «Non chiediamo contributi indiscriminati, ma strumenti temporanei e proporzionati all’effettivo impiego professionale del carburante. Un credito d’imposta specifico per gli NCC è ormai indispensabile per evitare ulteriori chiusure e garantire la continuità dei servizi, fondamentali per la mobilità turistica e aziendale della regione».
Per il servizio taxi, soggetto a tariffazione amministrata, CNA Fita Marche evidenzia criticità analoghe.
«Il credito d’imposta ordinario – spiega Riccardo Battisti, responsabile CNA Fita Marche – va ripensato: non può essere calcolato su parametri forfettari legati alla densità demografica, ma sui litri di carburante effettivamente acquistati e documentati. Inoltre va introdotto un supplemento tariffario automatico quando il prezzo del carburante supera una soglia prestabilita, così da evitare che aumenti straordinari erodano ulteriormente la redditività dei servizi».
Taxi, NCC, Bus turistici svolgono una funzione complementare rispetto al trasporto pubblico di linea e rappresentano un presidio essenziale per la mobilità urbana e turistica. «Nelle Marche – conclude Magellano – dobbiamo evitare che l’aumento dei costi porti a un ulteriore impoverimento del settore. Servono misure che garantiscano la sostenibilità economica delle imprese e tutelino il lavoro di centinaia di operatori marchigiani».



