Tassa sulla fortuna, il fisco colpisce chi vince più di 200 euro

Tassa sulla fortuna, il fisco colpisce chi vince più di 200 euro
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Un nuovo provvedimento da parte del Governo Conte per quanto riguarda la tassa sulla fortuna. Sono in arrivo nuovi emendamenti rivolti alle microvincite inferiori a 500 euro e su quelle superiori ai 500 euro. Si torna di fatto a una tassa ad aliquota unica, pari al 15%, ma per tutte quelle vincite che supereranno i 200 euro. Viene nuovamente riscritta la tassa sulla fortuna, si spera per l’ultima volta, con il Ddl di Bilancio e potrebbe far parte del nuovo decreto fiscale: la novità interessa le piccole vincite realizzate con il prelievo del 15% che scatterà automaticamente su tutte le vincite superiori ai 200 euro, mentre in precedenza tale operazione era legata alle vincite superiori ai 500 euro, segno evidente che le intenzioni di questo Governo sono quelle di spremere il più possibile il gioco e di conseguenza i giocatori: il Sole 24 ore suggerisce ironicamente che il conto verrà saldato ancora una volta dai giocatori. Tale misura riguarda quindi sia le slot machine di tipo fisico, sia le videolottery di ultima generazione, con l’ulteriore taglio sul pay out, che riguarda la quota percentuale della vincita restituita al giocatore. 

Le intenzioni di questo provvedimento sono quelle di ottenere incassi maggiori, con quella che è stata già chiamata la flat tax sulla fortuna, modificando e tornando quindi all’aliquota unica, ma abbassando la soglia da 500 a 200 euro, per le vincite che saranno tassate d’ora in avanti al 15%. La data stabilita per il cambio di rotta è quindi fissata per il prossimo 20 maggio 2020, dove ci sarà l’aumenta dal 12 al 15%, che riguarderà quindi tutti quei giochi come Win for life, gratta e vinci, lotterie nazionali ed Enalotto. Qual è lo scopo di voler riportare tutto a una sola aliquota? In questo modo sarà possibile applicare la tassa sulla fortuna sui 200 euro già a partire dal prossimo mese di gennaio 2020, questo almeno secondo quanto dichiarato dal Dl fiscale ormai imminente.

Si tratta in effetti di una strategia volta a ottenere incassi maggiorati, ma con effetto a lungo termine, anche se ritarare tutte le videolottery presenti sul territorio italiano sarà un’operazione che vedrà nuove entrate a partire dalla seconda metà del 2020. 

I dati relativi al 2019 indicano che il settore del gioco in Italia è in crescita, specialmente per quanto riguarda il segmento dei casinò virtuali. In generale il dato indica una crescita del 12%, mentre durante la seconda parte dell’anno si segnala un calo di crescita tendenziale, pur ottenendo l’1,2% in più rispetto al 2018, per tutti i casino online sicuri i quali appartengono e fanno riferimento all’ente autonomo AAMS, e che operano in piena trasparenza nel nostro Paese. In particolare il trend relativo al 2019 indica come alcuni giochi stiano ottenendo buoni riscontri tra gli utenti, con l’offerta che va dalla roulette alle varie slot e videopoker, senza trascurare giochi di abilità come il blackjack, il baccarat e naturalmente il poker cash. Tuttavia bisogna segnalare come il poker sportivo in versione digitale, stia ottenendo risultati più modesti rispetto agli anni passati, visto che ci sono stati tra il 2018 e il 2019 quote di mercato inferiori, per questo gioco, tra il 3,4 e il 4,5%, dovuto in larga parte al cambio di guardia degli utenti, orientati verso altri giochi maggiormente dinamici e facili da praticare in modalità mobile. Durante il 2019 gli utenti attivi tramite smartphone e tablet sono infatti arrivati al 67,5%, vale a dire, che sono quasi sette giocatori su dieci a connettersi e a giocare direttamente attraverso dispositivi mobili. 

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