Sul Nuovo Amico di Pasqua l’immagine delle vittime pesaresi che salgono la scala

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PESARO – Il Nuovo Amico di domenica 12 aprile celebra la Santa Pasqua proponendo in prima pagina il messaggio congiunto dei tre Vescovi di Pesaro, Fano e Urbino. «È la vittoria di Cristo risorto sul male, sul dolore, sulla morte», scrivono. Sotto il titolo “Resurrezione”, campeggia l’immagine della città di Pesaro, che simboleggia in questo caso l’intera provincia, tra le più martoriate d’Italia. In primo piano la sfera grande di Pomodoro e tante persone, vittime del coronavirus, che salgono una scala verso l’alto, salutate simbolicamente da tutto il territorio, in cammino verso la loro Pasqua. Uomini e donne che lasciano per sempre i propri affetti senza poter ricevere neppure un ultimo saluto. Oltre 300 le vittime della provincia di Pesaro e Urbino dall’inizio della pandemia, tra quelle censite come positive al coronavirus e quelle con la “sola” diagnosi clinica. Ma sarà comunque una «Pasqua di rinascita e risurrezione», concludono i Vescovi che esprimono la vicinanza e la preghiera delle tre Chiese sorelle di Pesaro, Fano e Urbino.

Qui sotto il messaggio dei Vescovi:

Carissimi fratelli e sorelle in Cristo,

il nostro sguardo, passando attraverso il Cenacolo ed il Calvario, si fissa sul sepolcro vuoto ed il cuore di ogni cristiano prorompe in un grido di gioia ed esultanza: “Scimus Christum surrexisse a mortuis vere” (sì, ne siamo certi: Cristo è realmente risorto dai morti)! È questa l’esultanza pasquale, è questo il nocciolo della nostra fede.

Tuttavia questa gioia risulta oggi in forte contrasto con la quaresima che abbiamo appena concluso, caratterizzata invece dal deserto, concretamente reso visibile dall’impossibilità di ritrovarci a celebrare l’Eucaristia festiva; dall’impossibilità di fraterni e domestici incontri durante la benedizione delle famiglie; ma soprattutto una quaresima dominata dalla sofferenza e dal pianto per la morte di tante, troppe persone innocenti, a motivo della pandemia da cui neppure il nostro territorio è stato risparmiato. E ci sentiamo fragili! Tutti! Quanto abbiamo fatto nostro il rimprovero duro e allo stesso tempo carico d’affetto di Marta a Gesù, per la morte del fratello Lazzaro: “Signore, se tu fossi stato qui mio fratello non sarebbe morto”. Ma tra tanto dolore e infinito smarrimento, ecco alcune fiaccole che hanno reso (e tuttora lo fanno!) meno acerbo il nostro sconforto: la preghiera e la vicinanza dei nostri sacerdoti, dei religiosi e delle religiose, il sacrificio e la gratuita abnegazione di quanti stanno donando la loro esistenza – talvolta a prezzo della stessa vita – per aiutare coloro che stanno soffrendo: medici, infermieri, personale sanitario, volontari della protezione civile e forze dell’ordine, operatori delle agenzie funebri, chiamati a dare conforto ai familiari dei defunti, impossibilitati a dare di persona l’estremo, umano saluto ai propri cari. E quanti altri a vario titolo si stanno prodigando in questo tempo nel servizio al prossimo, spinti dalla carità cristiana o – anche semplicemente – dalla comune appartenenza al genere umano. A tutti ed a ciascuno il grazie della nostra metropolia di Pesaro, Urbino e Fano.

Ma il cristiano, convinto in virtù del Battesimo che “la speranza non delude” (Rom 5,5), è chiamato a guardare oltre, ad intravedere la vittoria di Cristo risorto sul male, sul dolore, sulla morte. È questo il senso della Pasqua; è questa la gioia, la letizia pasquale che anche, e soprattutto, in questo periodo estremamente difficile siamo chiamati ad annunziare al mondo. Risuonano ancora forti le parole di san Giovanni Paolo II: “Non abbiate paura!”. Ma ancora più forti e confortanti sono le parole del Signore risorto la mattina di Pasqua: “Non temete; andate ad annunziare ai miei fratelli che vadano in Galilea: là mi vedranno” (Mt 28,10). Sì, perché confidiamo arrivi presto quel giorno in cui torneremo alla normalità, là nella nostra Galilea (le nostre comunità), con le nostre relazioni, le nostre occupazioni, le nostre celebrazioni: proprio lì, dove tutto è iniziato, troveremo il Signore ad aspettarci. E sarà gioia piena. E sarà Pasqua di rinascita e risurrezione.

A tutti voi, cari fratelli e sorelle, giunga la nostra vicinanza ed il nostro più sincero ed accorato augurio per una Santa Pasqua di risurrezione.

I Vescovi: Piero Coccia, Giovanni Tani, Armando Trasarti.

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