Sfigurata con acido: giudici, Varani non si è mai pentito

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PESARO – La Corte d’Appello di Ancona ha depositato le motivazioni della sentenza di condanna a 20 anni di carcere per Luca Varani e a 12 per i sicari dell’agguato con l’acido a Lucia Annibali. Una motivazione di 162 di pagine che mette in luce “l’enorme gravità del danno procurato a Lucia Annibali attraverso l’acido e il dolo perdurante nel mettere a punto il piano criminale”. Che non si è fermato neppure con il contrattempo di un controllo a Rubi Talaban il 24 marzo 2013, quando la polizia lo trovò nel centro di Pesaro con dell’acido muriatico. Per i giudici, è assolutamente provato che Luca Varani abbia dapprima voluto l’uccisione della donna con la manomissione del gas di cucina, “dimostrando una risoluzione criminosa ferma ed irrevocabile, evidenziata dalla necessità di organizzare il piano criminoso mediante introduzione nell’abitazione della Annibali e dalla predisposizione degli strumenti per la materiale esecuzione”. Sfumato questo, è subentrato il piano dell’acido, attraverso l’amico albanese Altistin Precetaj, che Varani conosceva. Scrive la Corte: “Lo sfregio del viso costituiva l’oggetto dello specifico mandato affidato da Varani a Precetaj, che si avvaleva di Talaban per l’esecuzione del piano”.

Poi la Corte parla di Luca Varani e del suo comportamento processuale: “Varani, abituale assuntore di sostanze stupefacenti, ha avuto una condotta processuale improntata dapprima alla negazione di responsabilità e successivamente ha tentato di accreditare false versioni dei fatti (mediante redazione di lettere e tentativi di contattare i sicari) e infine ha dimostrato l’assenza di pentimento”. I giudici della Corte d’Appello (Castagnoli, Panichi e De Donato) non hanno concesso l’aggravante del motivo abietto come chiesto dal pm: “Il motivo abietto è quello considerato ripugnante e spregevole. Connotazione che non c’è nel caso in esame, perché la censurabile spinta punitiva indotta dalla gelosia non assume i tratti della speciale malvagità e particolare ignominia”. Esclusi i motivi turpi, contrariamene al giudizio di primo grado, anche per i sicari. “L’hanno fatto per soldi”. Per la Corte, è stata ampiamente provata la responsabilità di Varani come mandante (“aveva le chiavi della casa e ha comprato l’acido”), è da escludere la tesi dei sicari che abbiano ecceduto dal mandato di danneggiare l’auto di Lucia. Confermando quindi, i 20 anni di carcere per Luca Varani e scendendo a 12 per i sicari in quanto “non hanno agito con malvagità ma solo per profitto”.

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