Servizio sociale professionale in Asur: Commissione regionale approva proposta Talè

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ANCONA – “Assicurare qualità e appropriatezza dei servizi e dei trattamenti alle
persone più fragili e rafforzare e riqualificare la rete territoriale”. Il consigliere regionale Federico
Talè sintetizza in questo modo le finalità della sua proposta di legge, approvata all’unanimità dalla
Quarta Commissione, che istituisce l’area del servizio sociale professionale in Asur e nelle aziende
ospedaliere, nella quale confluiranno gli assistenti sociali, fino ad oggi privi di una propria struttura
organizzativa ad hoc. “Ringrazio il presidente di Commissione Volpini e i colleghi commissari – sottolinea Talè – per aver condiviso la mia proposta, che ora approderà in consiglio per il varo
definitivo. Si tratta di un lavoro che ho portato avanti recependo le istanze comuni della Fials (la
Federazione Italiana Autonoma dei Lavoratori della Sanità), dell’Ordine degli assistenti sociali delle
Marche e del Sunas (il sindacato Unitario Nazionale di categoria). E dalla segreteria regionale
Fials, Claudio Acacia e Monica Frezzotti evidenziano: “Si tratta di un risultato per certi aspetti
insperato, ottenuto solo grazie alla collaborazione e alla sensibilità del consigliere Talè, a cui va la
nostra gratitudine. Si sta per aprire una fase nuova, nella quale l’organizzazione specifica degli
assistenti sociali potrà tradursi in una migliore qualità del servizio”. Sulla stessa lunghezza d’onda il
presidente dell’Ordine Marzia Lorenzetti: “Attraverso questa legge, a cui manca solo il passaggio
finale in aula, ci poniamo tra le prime regioni in Italia che riconoscono in modo appropriato il ruolo
del servizio sociale professionale in sanità. Mi preme evidenziare che non è una legge a tutela di
una categoria di professionisti, ma di tutti i cittadini delle Marche. A nome della comunità
professionale che rappresento, ringrazio per l’ascolto competente e concreto che ci è stato
assicurato dal consigliere Talè e dalla Quarta Commissione; che ci permetterà di avere un’efficace
integrazione socio sanitaria per le prestazioni a tutela dei cittadini in situazione di fragilità”. “E’ un
traguardo importante – dichiara il segretario regionale del Sunas, Dina Ubertini -, perché organizza
una professione all’interno del sistema sanitario e potrà contribuire alle finalità che tale sistema si è
dato nel nuovo piano sociosanitario, favorendo la qualità e l’appropriatezza”. “Tra gli obiettivi – puntualizza Talè – c’è quello di garantire nel migliore dei modi l’accesso ai percorsi di continuità e
di cura per gli utenti più vulnerabili, che debbono essere sempre al primo posto”.

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