sanità, concorsi unici per tutta la regione.

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Approvato questa mattina dal Consiglio Regionale, nell’ambito della legge di modifica della riorganizzazione del Servizio Sanitario regionale, un emendamento proposto dal capogruppo Popolari Marche – UdC Luca Marconi con il quale si stabilisce che l’espletamento dei concorsi per l’assunzione, da parte del servizio sanitario regionale, di personale dirigente e non sarà unico per tutta la Regione. I concorsi saranno articolati per categorie, profili e qualifiche e sarà la Giunta a definire le modalità di attuazione e ad individuare chi avrà la competenza di espletarli.

“La proposta, precisa Marconi, che avevo già presentato in sede di approvazione del bilancio annuale 2015,nasce dalla considerazione che ad oggi, addirittura anche all’interno della stessa Asur, quindi dello stesso soggetto, si bandiscono più concorsi per la stessa figura professionale: appuntamenti a cui ogni voltapartecipano centinai di candidati, come nel caso degli infermieri, e che tali selezioni alla fine rappresentano una cosa umiliante per i nostri ragazzi, per i nostri figli che debbono rincorrere, come una disperata chimera, quell’unico posto presentandosi in tutti gli angoli d’Italia.”

Marconi, in sede di discussione in aula, ha ribadito gli evidenti ed indubbi vantaggi di questa nuova procedura per la Regione e per gli stessi candidati sia economici che organizzativi. “E’ per questo, conclude Marconi, che mi è dispiaciuto vedere l’astensione della minoranza (Gruppo Misto, Area Popolare-Marche 2020, Forza Italia, Fratelli d’Italia, Lega Nord e Movimento 5 Stelle) all’atto della votazione del provvedimento. Invece di mettere a concorso uno o pochi posti se ne metteranno a concorso alcune decine per volta per poi attingere dalle graduatori in un arco temporale stabilito a priori, in modo da offrire diverse opportunità a chi ha superato il concorso, ma anche di poter bandire una nuova prova entro tempi ragionevoli in modo da non lasciar fuori da tale opportunità per troppi anni i neo laureati o diplomati.”

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