Sanità, Bacchiocchi: “No al referendum popolare. Ecco perché”

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FANO – “Nel consiglio comunale di ieri 18 febbraio, dedicato interamente al tema della sanità, tra i vari punti all’ordine del giorno, anche le 4 delibere, presentate dal gruppo consiliare di 5 stelle, con cui richiedevano di sottoporre a referendum alcune norme in materia sanitaria.

Occorre, però , partire da un concetto fondamentale per poter valutare correttamente questa richiesta, e cioè che in termini di legge la riforma della sanità non può essere oggetto di referendum, va detto anche che i quattro quesiti referendari proposti non possono modificare né i contenuti della riforma e, in particolare la discussa legge 735, né la riorganizzazione dei servizi.

Unico risultato ottenibile sarebbe la distribuzione delle competenze tra giunta e consiglio regionale da un lato e gli organi amministrativi dell’Asur dall’altro, senza possibilità di incidere sugli atti precedentemente assunti dagli stessi organi. Paradossalmente, in caso di esito positivo, il referendum finirebbe con l’estendere le prerogative del governo regionale, consentendogli addirittura di interferire sulle nomine dei direttori di area vasta.

Quindi due riflessioni sorgono spontanee:

1)vale la pena spendere almeno 3 milioni di euro per un referendum che di fatto non consente ai cittadini di incidere sulla questione sanitaria?

2) non è che tutta questa operazione, messa in piedi dal movimento 5 stelle è solo un operazione polizia politica volta solo a immobilizzare tutto?

Alla luce di queste considerazioni, la maggioranza ha ritenuto di dover bocciare tale richiesta, ma con il preciso impegno da parte di tutti, ma soprattutto da parte del partito democratico di Fano, di monitorare e contribuire nella riforma sanitaria che si sta delineando, confermando assoluta fiducia nell’operato del presidente Ceriscioli, e cercando di tutelare non solo la salute dei fanesi, ma di tutti i cittadini della provincia, verificando che gli impegni presi in occasione del consiglio monotematico del 18 gennaio, da parte del presidente stesso e della dirigente dott.ssa Capalbo, vengano rispettati nei tempi e nei modi dichiarati”.

Alberto Bacchiocchi
Capogruppo partito democratico di Fano

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