Ruben Martin scomparso da Fano il 6 agosto. Il compagno deluso dalle indagini: «Non vedo risultati»

0
85
Ruben Martin

A quasi tre mesi dalla scomparsa da Fano, Luca Ravanelli esprime amarezza per la mancanza di risposte. L’avvocato Elena Fabbri chiede approfondimenti sulle telecamere e sui dati telefonici: «Non credo a un allontanamento volontario».

FANO – Una nuova segnalazione da Milano, possibili avvistamenti ancora da verificare e una finestra temporale di circa due ore sulla quale concentrare gli accertamenti. Resta avvolta nel mistero la scomparsa di Ruben Martin, di cui non si hanno più notizie dal 6 agosto scorso, quando è sparito dal quartiere Sassonia di Fano. A quasi tre mesi dalla scomparsa, il compagno Luca Ravanelli esprime tutta la propria amarezza per la mancanza di risposte, mentre l’avvocata Elena Fabbri, che lo assiste, sollecita ulteriori approfondimenti investigativi. «Non sono soddisfatto, anche perché non vedo nulla, non vedo risultati», afferma Ravanelli, sottolineando come, per quanto a sua conoscenza, restino ancora numerosi accertamenti da effettuare. «Non si sa ancora se le telecamere, non si sa ancora se i tabulati, non si sa ancora se le celle telefoniche», osserva, ricordando le richieste già presentate dalla legale. Per Ravanelli, un passaggio fondamentale riguarda le ore centrali della giornata del 6 agosto. «Tutto avviene tra le undici e mezza, undici e quaranta e le due. In quell’arco di tempo qualcosa è successo, non so dirti cosa», sostiene il compagno, convinto che proprio in quelle due ore possano trovarsi le risposte alla scomparsa.

La ricostruzione richiamata dall’avvocata Fabbri individua una finestra temporale compresa tra le 11.40, quando Ruben sarebbe stato visto per l’ultima volta dai vicini di casa, e le 14.02. Il telefono dell’uomo si sarebbe spento definitivamente intorno alle 14, dopo aver agganciato una cella nella zona del Lisippo, al porto di Fano. «Che cosa è successo in quell’arco temporale e se qualcuno l’ha visto o ha avuto dei contatti con lui?», si domanda la legale, evidenziando la necessità di ricostruire eventuali incontri e spostamenti precedenti alla sparizione. Nel frattempo sono arrivate anche nuove segnalazioni. «Ci sono stati degli avvistamenti, in particolare abbiamo avuto un’ultima segnalazione da Milano. Ho richiesto che venissero fatti degli approfondimenti sulle telecamere», spiega Fabbri, secondo la quale l’analisi dei dati tecnici potrebbe risultare determinante per ricostruire quanto accaduto. Tra le segnalazioni precedenti figura anche un possibile avvistamento a Farneta, nella zona di Acqualagna. La legale evidenzia che nell’area sono presenti telecamere, ma precisa di non sapere se siano stati effettuati riscontri sulle immagini per stabilire se la persona segnalata fosse effettivamente Ruben Martin o un uomo somigliante. Fabbri ritiene poco convincente l’ipotesi di una scomparsa volontaria. «Io mi sento di escludere che si possa parlare ad oggi di un allontanamento volontario. Siamo in una situazione dove ormai da quasi tre mesi non si hanno notizie di quest’uomo e anche gli avvistamenti che ci sono stati non hanno avuto alcun seguito», afferma. Una convinzione condivisa dal compagno. «Non è stato un atto volontario, non se n’è andato perché ha voluto andarsene», sostiene Ravanelli, che insiste sulla necessità di approfondire quanto possa essere accaduto nelle ultime ore prima della scomparsa.

Per contribuire a fare luce sulla vicenda, l’avvocata ha nominato una serie di consulenti e costituito all’interno del proprio studio una squadra dedicata alla tutela delle vittime, con l’obiettivo di analizzare elementi potenzialmente utili anche all’attività della Procura. Quanto alle indagini condotte finora, Fabbri precisa di non conoscere tutte le attività svolte dagli inquirenti, essendo gli accertamenti coperti dal segreto investigativo. Riferisce tuttavia di aver indicato diversi nominativi di persone potenzialmente informate sui fatti, alcune delle quali, per quanto a sua conoscenza, non sarebbero ancora state ascoltate. Tra le verifiche considerate prioritarie figurano l’analisi delle telecamere presenti a Fano e l’incrocio dei tabulati telefonici con i dati delle celle agganciate dai cellulari, per cercare di ricostruire eventuali contatti e incontri avvenuti nelle ore precedenti alla sparizione. «Questi sono elementi fondamentali per capire chi ha incontrato proprio in quelle ore Ruben Martin e se magari c’è stata una lite, una situazione che possa darci una risposta a questa scomparsa che risulta tuttora avvolta dal mistero», dichiara Fabbri, auspicando che tali approfondimenti siano già stati svolti o vengano effettuati.

Anche Ravanelli chiede maggiore attenzione al caso. «Più tempo passa, più le cose non si fanno», osserva, esprimendo dubbi sull’attività investigativa, pur senza conoscere tutti gli accertamenti eventualmente condotti. «L’importante è trovarlo, è capire», aggiunge, ricordando Ruben come «una bravissima persona», al di là delle difficoltà che possono esserci state nel loro rapporto. Il compagno racconta inoltre la disperazione di questi mesi, trascorsi nell’attesa di una notizia. «Ogni giorno dico domani, domani succederà qualcosa, ma ogni giorno è uguale all’altro». Ravanelli sperava anche che l’attenzione della trasmissione Chi l’ha visto? potesse portare nuovi elementi, ma finora non sono arrivate le risposte attese. «Sono disperato. Questo silenzio non è accettabile», afferma, chiedendo che le ricerche proseguano e vengano approfondite. Restano intanto da chiarire anche le circostanze in cui era stata ritrovata l’abitazione di Ruben, nel quartiere Sassonia. In casa erano rimaste accese le luci e l’aria condizionata, mentre all’interno erano stati lasciati soldi, gioielli e la cagnolina Luna, alla quale l’uomo era molto legato e che, secondo quanto riferito, non avrebbe mai abbandonato.

LEAVE A REPLY

Please enter your comment!
Please enter your name here