MARCHE – «Il Rendiconto 2025 certifica conti in equilibrio, ma mette anche in evidenza problemi che la Giunta Acquaroli non può ignorare: la difficoltà nel trasformare le risorse disponibili in investimenti, opere e servizi concreti per i cittadini, soprattutto in sanità».
È quanto afferma la consigliera regionale Micaela Vitri, Vice Presidente della Commissione Bilancio, intervenendo in Consiglio regionale come relatrice della proposta di legge relativa al Rendiconto generale della Regione Marche per il 2025 .
«Parliamo di circa 5,7 miliardi di euro di entrate accertate – spiega e 5,67 miliardi di spese impegnate, dei quali il 76% in sanità con circa 3,86 miliardi di euro di impegni e 3,45 miliardi di pagamenti. Per questo analizzare il bilancio significa anche valutare la capacità della Regione di investire in sanità e di gestirla: dietro quei numeri ci sono i problemi quotidiani dei cittadini.
Il bilancio 2025 certifica ancora il fallimento della giunta Acquaroli con tre dati allarmanti. Primo: aumentano ancora le liste d’attesa, perché le richieste senza appuntamento o inserite negli elenchi di presa in carico, passano da circa 82 mila del 2024 a 110 mila. Fa riflettere il mancato utilizzo di “soldi” disponibili: la Regione aveva destinato circa 9 milioni di euro alle AST, anche per la riduzione delle liste d’attesa, ma al 31 dicembre 2025 risultavano impegnati appena 494 mila euro e pagati circa 350 mila. È l’esempio più evidente del problema che attraversa questo Rendiconto: non basta avere le risorse, bisogna riuscire a trasformarle tempestivamente in prestazioni per i cittadini.
Secondo punto preoccupante, – aggiunge Vitri – aumentano ancora le persone costrette a curarsi fuori Regione, perché la spesa mobilità sanitaria passiva passa da circa 48,7 milioni nel 2024 a quasi 53 milioni nel 2025. La mobilità può avere cause diverse, ma quando il saldo passivo peggiora dobbiamo domandarci perché tanti marchigiani continuino a cercare fuori regione le risposte sanitarie di cui hanno bisogno? Resta inoltre significativo il ricorso ai gettonisti. La spesa diminuisce del 17%, passando da circa 16,3 milioni a 13,52 milioni di euro: «È un miglioramento, ma 13,5 milioni restano una cifra rilevante e testimoniano le difficoltà strutturali nel reperire personale attraverso i normali percorsi di assunzione nel servizio pubblico.
Terzo esempio lampante il famoso Multileva, il programma da 30,6 milioni presentato dalla Giunta nel giugno 2025 come risposta all’aumento delle rette delle strutture sociosanitarie e sociali.Anche qui bisogna distinguere tra gli annunci e ciò che emerge dal Rendiconto. In bilancio troviamo solo 2,4635 milioni di euro per l’adeguamento della quota sanitaria e 1 milione di euro per il potenziamento delle strutture agli enti gestori, mentre non c’è un solo euro per i voucher annunciati da 250 euro alle famiglie, misura destinata a incidere direttamente sul peso delle rette. Un anno e mezzo dopo l’annuncio, oggi a ottobre, le famiglie aspettano ancora il bando.
Anche il Multileva conferma quindi il tema politico che attraversa l’intero Rendiconto 2025: tra la cifra annunciata, la programmazione pluriennale e la spesa che produce effetti concreti nell’anno c’è una differenza che i cittadini hanno diritto di conoscere.
Lo stesso principio vale per il PNRR. La Regione Marche è coinvolta, come soggetto attuatore diretto, indiretto o delegato, in 849 progetti per circa 677 milioni di euro. Al 31 dicembre 2025 risultavano raggiunti 458 target su 1.027, pari al 44,6%.
La Corte scrive esplicitamente che la situazione “non appare ancora orientata verso il pieno impiego delle risorse”. Un giudizio che non può essere sottovalutato».
Particolare attenzione viene dedicata dalla consigliera VItri alla provincia di Pesaro e Urbino: «L’avanzamento medio delle Case della Comunità originariamente finanziate era del 38%. A fine 2025 per Cagli e Pesaro-Galantara non risultavano SAL approvati e a Galantara pesava anche il contenzioso con l’impresa. Per gli Ospedali di Comunità l’avanzamento medio era intorno al 48%, con Mombaroccio sotto il 20%. Occorre sapere quando queste strutture saranno effettivamente completate, quali servizi offriranno e soprattutto con quale personale funzioneranno».
«Non diciamo che il Rendiconto sia tutto negativo – conclude Vitri –. I conti sono in equilibrio, il debito si riduce e la Corte dei conti ha parificato il documento. Il vero problema della Giunta Acquaroli è la distanza che continua a esserci tra risorse disponibili e risultati concreti.
La domanda – conclude Vitri – non è soltanto quanti milioni abbiamo stanziato, ma quanti sono diventati cantieri conclusi, prestazioni sanitarie, servizi, infrastrutture e opportunità. Quanti progetti PNRR sono realmente a disposizione dei cittadini? Quante risorse per abbattere le liste d’attesa si sono trasformate in visite ed esami? Quanto siamo riusciti a ridurre la necessità per i marchigiani di curarsi fuori regione? È su questi risultati, non sugli annunci, che deve essere giudicata un’amministrazione regionale».



