Potabilizzatore di San Francesco, nuova vasca da 4 milioni: raddoppia la capacità di accumulo

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PESARO – Prosegue il lavoro di Marche Multiservizi per rendere il sistema idrico provinciale più resiliente anche alla luce dei cambiamenti climatici in atto e dei periodi di siccità sempre più frequenti. Dopo gli storici finanziamenti ottenuti grazie al PNRR (20 milioni di euro per il servizio idrico e oltre 3 mln per il servizio fognario-depurativo) e la prima tranche di finanziamenti PNIISSI (22,6 mln per il relining dell’acquedotto principale) la prima multiutility delle Marche tramite lo SFNIISSI (Strumento finanziario nazionale per gli investimenti infrastrutturali e per la sicurezza nel settore idrico) ha ottenuto un altro finanziamento da 3,2 milioni di euro, per la realizzazione della nuova vasca d’accumulo del potabilizzatore di San Francesco. L’impianto raddoppierà la capacità di accumulo: da 5.000 metri cubi d’acqua a 10.000 metri cubi. Un’opera strategica che garantirà ulteriormente la continuità del servizio contribuendo alla messa in sicurezza dell’approvvigionamento idrico del territorio. 

Marche Multiservizi ha partecipato al “Piano Nazionale Interventi Infrastrutturali e per la sicurezza del settore idrico” (PNIISSI) del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti. Il progetto complessivo presentato da MMS prevede quattro linee di intervento per una richiesta di finanziamento di 75 milioni di euro. Il progetto è stato ritenuto interamente ammissibile e a fine 2025 ha ottenuto un primo finanziamento di 22,6 milioni di euro per realizzare il relining dei tratti più critici dell’acquedotto provinciale. La gara è stata pubblicata il mese scorso ed entro la fine dell’anno partiranno i lavori. Il secondo finanziamento ottenuto nei giorni scorsi grazie allo SFINIISSI riguarda, come detto sopra, il potenziamento del potabilizzatore di San Francesco grazie alla realizzazione di una seconda vasca d’accumulo. Il contributo di 3,2 milioni di euro genererà un investimento complessivo da 4 milioni di euro. L’intervento raddoppierà la capacità di accumulo dell’impianto aumentando le riserve disponibili e rafforzando la capacità del sistema di garantire continuità del servizio anche durante i periodi di prolungata siccità. Dal potabilizzatore di San Francesco, che fornisce acqua ai Comuni di Pesaro, Tavullia, Montelabbate, Vallefoglia, Colli al Metauro, Terre Roveresche, Gradara, San Costanzo, Mondavio e Fano per un totale di circa 220.000 cittadini, dipende l’approvvigionamento idrico di gran parte della provincia di Pesaro Urbino. E’ stato inoltre ammesso alla graduatoria SFNIISSI ed è in attesa di essere finanziato anche il progetto di potenziamento del serbatoio di San Gaetano che serve Pesaro e gli altri Comuni della vallata: l’intervento prevede sostanzialmente il raddoppio del serbatoio che passerebbe da 15.000 metri cubi di acqua a 27.500 metri cubi. Il finanziamento richiesto ammonta a 10 milioni di euro per un investimento complessivo di 14,3 milioni di euro. 

Le quattro linee di intervento con cui MMS ha partecipato al bando del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti per interventi infrastrutturali e per la sicurezza del settore idrico sono:

  • Relining (risanamento) strutturale dell’acquedotto principale: finanziato il relining dei tratti più critici dell’acquedotto con 22,6 mln di euro;
  • Nuova vasca di accumulo al potabilizzatore di San Francesco: finanziato dallo SFNIISSI con 3,2 mln di euro che genereranno un investimento di 4 mln di euro;
  • Potenziamento del sistema di serbatoi di San Gaetano: ammesso in graduatoria e in attesa di essere finanziato grazie allo SFNIISSI con 10 mln di euro per un investimento complessivo di 14,3 mln;
  • Interconnessione del pozzo di Sant’Anna con l’acquedotto principale

“I cambiamenti climatici stanno modificando in modo sempre più significativo la disponibilità e la gestione della risorsa idrica, rendendo necessario un impegno crescente per garantire la sicurezza e la continuità del servizio – spiega l’amministratore delegato di Marche Multiservizi Mauro Tiviroli – In questo scenario MMS ha adottato una strategia fondata su un copioso programma di investimenti finalizzato a incrementare la resilienza del sistema idrico provinciale e a renderlo sempre più efficiente e capace di rispondere alle nuove sfide ambientali. Negli ultimi dieci anni gli investimenti nel servizio idrico hanno raggiunto complessivamente 160 milioni di euro di cui quasi 39 milioni nel solo 2025. Alle risorse ordinarie si aggiunge la capacità dell’azienda di intercettare opportunità di finanziamento esterne: la qualità della progettazione e la capacità di elaborare interventi coerenti con gli obiettivi nazionali ed europei hanno infatti consentito a Marche Multiservizi, grazie anche al know how e alla solidità del Gruppo Hera, di ottenere 50 milioni di euro di contributi ministeriali ed europei negli ultimi due anni destinati a sostenere ulteriormente il percorso di ammodernamento e resilienza del sistema idrico. Abbiamo ottenuto risultati importanti e siamo consapevoli che il percorso intrapreso sta producendo effetti concreti sulla resilienza del sistema idrico territoriale.

 

L’azienda ad esempio è estremamente performante sulle perdite idriche lineari considerate come parametro di riferimento dall’Autorità nazionale per misurare l’efficienza dei sistemi acquedottistici: 4,9 mc/km/gg (metri cubi/chilometro/giorno) a fronte di una media italiana di 19,9 mc/km/gg e di una media europea di 6,6 mc/km/gg. Da notare che la stessa Autorità nazionale prevede come standard d’eccellenza perdite inferiori a 12 mc/km/gg. E anche sulle perdite percentuali il trend è in netto miglioramento: nel 2025 siamo scesi al 32,9% a fronte di una media nazionale superiore al 42%. Un dato destinato a migliorare grazie agli interventi realizzati con il PNRR che abbiamo completato a Marzo 2026. Ma proprio la complessità della sfida ci dice che questi risultati, per quanto significativi, non sono da soli sufficienti. Nell’ultimo bollettino AUBAC (Autorità di Bacino distrettuale dell’Appennino centrale) la provincia di Pesaro Urbino è quella che registra la situazione più critica nelle Marche con uno scenario di ‘severità idrica media’ (scenario in cui lo stato di criticità si intensifica: le portate in alveo risultano inferiori ai valori tipici del periodo, la temperatura elevata determina un fabbisogno idrico superiore alla norma, i volumi accumulati negli invasi e nei serbatoi non sono tali da garantire gli utilizzi idropotabili, irrigui, industriali e ambientali con tassi di erogazione standard. Sono probabili danni economici e impatti reversibili sull’ambiente). La resilienza idrica è un obiettivo che riguarda l’intera comunità e che può essere raggiunto soltanto attraverso una stretta sinergia tra gestori del servizio, istituzioni e cittadini. Servono investimenti, infrastrutture efficienti ed anche una forte capacità di pianificazione da parte delle istituzioni oltre ovviamente a comportamenti sempre più consapevoli da parte di tutti. La tutela dell’acqua non è una responsabilità che può essere delegata a un solo soggetto: è una sfida collettiva che richiede una visione condivisa e un impegno comune”. 

 

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