MARCHE – «Quello portato in Aula dalla Giunta regionale non è un Piano di gestione dei rifiuti, ma un’operazione miope e antieconomica incentrata su un’unica, pericolosa ossessione: la costruzione di un inceneritore», attacca Ruggeri. «Un’opera da mezzo miliardo di euro che nasconde i problemi sotto la cenere, punisce i cittadini virtuosi e spalanca la strada a stangate sulle bollette TARI».
«Mentre l’Europa spinge sull’economia circolare, la destra marchigiana sceglie la scorciatoia del “brucia e dimentica”», sottolinea la capogruppo. «Un impianto del genere costerà circa 500 milioni di euro per la realizzazione e, con la fine delle deroghe all’ETS europeo sulle emissioni di CO2, genererà oltre 20 milioni di euro all’anno di extra costi sulle quote di carbonio. Un ennesimo balzello fossile che finirà direttamente nelle bollette dei marchigiani».
Ruggeri evidenzia inoltre quella che definisce l’ipocrisia politica della maggioranza di centrodestra: «Nessun amministratore di centrodestra vuole l’inceneritore nel proprio comune. Gli interventi dei consiglieri di maggioranza favorevoli all’inceneritore hanno avuto come comune denominatore il concetto di “coraggio nelle scelte”. Ma gli unici amministratori senza coraggio sono proprio quelli di centrodestra, Sindaco di Fano in primis, che hanno respinto l’ipotesi di un inceneritore nei Comuni che amministrano. Per non parlare del falso mito del teleriscaldamento: per recuperare calore bisognerebbe costruire il forno a ridosso delle case. Chi è disposto a farlo? Nessuno».».
Nel mirino del Movimento 5 Stelle entrano anche le scelte urbanistiche e la gestione dei rifiuti speciali: «Nel frattempo la Giunta, con un emendamento sulle distanze, rischia di riaprire le porte a progetti devastanti come quello di Riceci. E sui rifiuti speciali e da demolizione, che rappresentano il 50% del totale, siamo ancora fermi a direttive del 2000, ignorando le norme europee e la voce delle categorie economiche come ANCE».
«Di fronte a questo quadro, come opposizione abbiamo scelto di non presentare micro-emendamenti di facciata», spiega l’esponente pentastellata. «Poiché l’intero Piano sta in piedi solo ed esclusivamente in funzione dell’inceneritore, non aveva senso emendare le virgole: l’unico vero emendamento è dire NO a questo impianto. Le nostre proposte costituiscono un’alternativa concreta e moderna: tariffa puntuale in tutta la regione per premiare chi meno produce e meglio differenzia; Fabbriche dei Materiali; autosufficienza dei territori ed economia circolare nell’edilizia; nuove linee guida per i rifiuti da costruzione e supporto a progetti virtuosi come il ‘Distretto del Riciclo’ della Pian del Bruscolo».
«La transizione ecologica si fa con la riduzione dei rifiuti, l’innovazione e la responsabilità, non con i fumi degli inceneritori. I marchigiani meritano un futuro circolare, non un ritorno al passato», conclude Marta Ruggeri.
















