Pesaro, chiede tangenti per assumere due precarie: «Pagate, è il sistema»

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PESARO – Soldi in cambio del posto fisso. Perché questo «è il sistema». I soldi, 25mila euro complessivi, erano stati chiesti a due dipendenti di Megas.net, partecipata pubblica con il 40% in quota alla Provincia, per trasformare i loro due contratti a termine in assunzioni a tempo indeterminato. Per questo Alighiero Omicioli, 54 anni, ex amministratore unico di Megas.net, accusato di tentata concussione, dopo la notifica del giudizio immediato fissata dal giudice per le indagini preliminari Giacomo Gasparini per il 19 luglio 2018, ha chiesto tramite il suo legale, l’avvocato Roberto Brunelli, il patteggiamento, subordinato alla sospensione condizionale della pena.
I pubblici ministeri Cristina Tedeschini e Silvia Cecchi hanno espresso il loro consenso e, nei prossimi giorni, l’accordo passerà al vaglio del gip. Prove schiaccianti sono risultate le registrazioni dei colloqui con Omicioli, realizzate dalle due precarie pesaresi di 32 e 36 anni, naturalmente all’insaputa dell’ex amministratore unico di Megas.net.
«Dovete sganciare i soldi al fine di creare situazioni di approvazione – si legge nel capo d’imputazione, riguardo alle registrazioni del 5 settembre 2017 – loro hanno chiesto dei soldi… loro devono alzare le manine». Perché «l’Italia purtroppo funziona così, il sistema funziona così, il mondo funziona così» arrivando anche a prospettare un pagamento dilazionato in più mesi. «Perché altrimenti loro non vi assumono – è l’avviso chiaro che emerge dal fascicolo d’indagine -, ti dicono guarda che c’è la fila dietro».

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