“La vicenda dei cosiddetti «comitati ribelli» ha un’origine ben precisa: la mancata accettazione di decisioni relative agli incarichi all’interno di Futuro Nazionale. Max Rocchi, il cui vero nome è Massimo Rocchi, e altri esponenti non hanno evidentemente accettato gli sviluppi successivi alle nomine. Alessandro Fiumani, già nel mese di giugno, si era autoproclamato referente della provincia di Pesaro e Urbino, senza che gli fosse stata formalmente conferita tale nomina. La mia designazione è arrivata direttamente da Roma, a seguito di una valutazione del lavoro svolto, delle capacità dimostrate e dei risultati raggiunti sul territorio. I vertici del partito hanno scelto di affidare a me la responsabilità provinciale. Una decisione che va rispettata, anche quando non corrisponde alle aspettative personali di qualcun altro. In un partito non possono esistere «ribelli» che riconoscono le regole soltanto quando fanno comodo. Le decisioni degli organi competenti si rispettano: non si può pretendere di accettare l’organizzazione quando si ambisce a un incarico e contestarla quando quell’incarico viene affidato a un’altra persona. C’è poi un fatto che merita di essere ricordato. Massimo Rocchi ha lasciato il mio Comitato già nel mese di giugno, quando decidemmo di organizzare un gazebo a Pergola. Non condivise l’iniziativa perché, testualmente, non dovevamo «disturbare i Baldelli nel loro feudo politico». Questa è la cronologia dei fatti che ritengo necessario chiarire, affinché l’opinione pubblica possa valutare la vicenda senza fermarsi alle ricostruzioni di una sola parte. Le Iene? Il 13 novembre si terrà un incontro nel quale chiariremo pubblicamente la nostra posizione sul femminicidio e le ragioni della nostra scelta giuridica. Se la trasmissione vorrà partecipare, sarà l’occasione per comprendere direttamente perché contestiamo l’impostazione giuridica della normativa sul femminicidio, senza che ciò significhi minimizzare la gravità degli omicidi o negare la necessità di tutelare le vittime. Io non ho cercato incarichi autoproclamandomi referente: ho lavorato sul territorio e ho ricevuto una nomina dagli organi competenti. Non permetterò che il lavoro mio e del mio Comitato e di tutta la provincia venga delegittimato da chi non ha accettato decisioni che non corrispondevano alle proprie aspettative”. Le parole di Pia Perricci, referente provinciale di Futuro Nazionale – Pesaro e Urbino

