FANO – “Ci sono due visioni opposte per affrontare la questione sociale. Una è quella di chi lascia fare tutto al mercato, e in questa logica è inevitabile che qualcuno ce la faccia e qualcuno no, per cui si dovranno mettere in atto servizi e contributi per ‘aiutare chi resta indietro’“.
“La visione opposta è quella di chi mette in atto, in tutti gli aspetti della società, politiche che favoriscano l’inclusione e la presa in carico dei soggetti più deboli, affinchè “nessuno resti indietro”. In questa seconda visione si parla di “comunità educante” per esprimere il concetto che è l’intera società che promuove l’accompagnamento di chi non ce la fa”.
“Nel primo caso, quello in cui si aiuta chi è rimasto indietro, va benissimo l’ASP perché appunto lo scopo è quello di massimizzare l’efficienza di servizi e contributi. Si affidano ad una Azienda tutte le situazioni di disagio sociale in modo che il resto dell’amministrazione comunale possa lavorare in pace senza doversi preoccupare di chi non ce la fa. Un po’ come fanno le banche quando creano una società a cui affidare i crediti deteriorati, in modo da poter procedere senza problemi. Un po’ come si faceva 50 o 60 anni fa con le classi differenziali nelle quali si mettevano i bambini e i ragazzi con problematiche fisiche, intellettuali e sociali, permettendo al resto della classe di lavorare tranquillamente con i soggetti “normali”. Una logica ottocentesca e assurda, dove si affida a tecnici ed esperti la soluzione delle problematiche dei soggetti fragili”.
“Se invece si sposa la seconda logica, la scelta dell’ASP è profondamente sbagliata perché ciò che serve davvero è creare un sistema di comunità educante che non delega ad un soggetto, per quanto efficiente, il compito di sostenere i più fragili ma vuole generare, in ogni aspetto dell’amministrazione pubblica, in costante sinergia con Terzo Settore e con i soggetti del territorio, una rete di sostegni e accompagnamenti”.
“Dentro l’amministrazione comunale, riprendendo i principi di Fano la città delle bambine e dei bambini, ogni assessorato va coinvolto, dall’urbanistica alla mobilità, dai servizi educativi alla cultura, dai lavori pubblici allo sport ai tributi. Ogni azione di questi assessorati va ripensata in chiave di prevenzione del disagio sociale. Pensate a quello che può fare un Piano Regolatore fatto bene, dove in ogni quartiere si prevedono spazi per il gioco libero dei bambini, luoghi di incontro e socialità, condomini solidali in cui giovani e anziani si sostengano a vicenda, case con affitti calmierati per le fasce più deboli della popolazione. Pensate a quello che può fare una rete di piste ciclabili collegate e sicure, dove bambini, anziani, disabili, possano muoversi in sicurezza rinunciando all’auto privata e riducendo pertanto il traffico automobilistico, l’inquinamento e gli incidenti. Pensate a quello che si può fare con la leva fiscale, alleggerendo i tributi per le fasce più deboli e chiamando ad una maggiore contribuzione chi ce la può fare, proprio nella logica di una comunità solidale”.
“Tutto questo va programmato e progettato con il Terzo Settore che è quotidianamente immerso con chi fa fatica a vivere. Ma non basta: nel progetto Fano la città delle bambine e dei bambini anche i negozianti diventavano presidio sociale diffuso sul territorio, disponibili ad accogliere un bambino che ha bisogno di telefonare a casa o una mamma che ha bisogno di fermarsi per allattare. E le società sportive, assieme alle scuole, in una comunità educante diventano fonti importantissime di individuazione precoce del disagio sociale dei giovanissimi”.
“Bene Comune da sempre ha sposato questa seconda visione”.
“Purtroppo invece nel nostro territorio sta per nascere l’ASP che inevitabilmente diventerà la versione sociale delle Aziende Sanitarie il cui principale obiettivo non è più curare le persone ma chiudere i bilanci. E oltretutto sarà realizzata senza aver avuto il coraggio di rivedere gli ambiti sociali per farli coincidere con i distretti sanitari e i Centri per l’impiego. Un vero disastro avviato dalla giunta Seri e applicato ora dalla giunta Serfilippi”.
Bene Comune















